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Il giudice monocratico nel processo tributario dopo il Decreto legge 19/02/2026, n.19: cosa cambia in concreto

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio


Con l’intervento inserito nel decreto-legge attuativo del PNRR, il legislatore è nuovamente intervenuto sull’art. 4-bis del d.lgs. n. 546/1992, incidendo sulla competenza del giudice monocratico.

La novità è chiara: la soglia passa da 5.000 a 10.000 euro, con applicazione ai ricorsi notificati a decorrere dal 2 maggio 2026.

Si tratta di una scelta coerente con la direttrice ormai consolidata della riforma della giustizia tributaria: ridurre il carico dei collegi e accelerare la definizione delle controversie di minor valore.

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Analisi della Sentenza n. 315/2026 del Tribunale di Verona: quando la mancata revisione dell’atto redatto da IA integra la colpa grave ex art. 96 c.p.c.

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio

La sentenza n.315/2026 del Tribunale di Verona, Sez. II Civ., (R.G. 4203/2025), pubblicata a seguito dell’udienza del 22 gennaio 2026, segna un arresto fondamentale nel perimetrare l’impiego delle nuove tecnologie nel processo civile. Il Giudice monocratico, ha censurato severamente l’automazione del ministero difensivo, chiarendo che la mera sottoscrizione dell’output algoritmico, in assenza di un reale vaglio critico, non costituisce una veniale leggerezza, ma una violazione dei doveri di diligenza e correttezza processuale.

Il provvedimento ha sanzionato l’opponente per responsabilità aggravata, individuando nel ricorso “non sufficientemente controllato” all’Intelligenza Artificiale la prova regina di una condotta negligente. Quando il professionista abdica alla propria funzione intellettuale in favore di un automatismo tecnologico, la difesa trascolora in un abuso dello strumento processuale, esponendo la parte alle sanzioni pecuniarie ex art. 96, commi 3 e 4, c.p.c..

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Citazioni allucinate e responsabilità professionale: quando l’uso dell’IA integra colpa grave ex art. 96 c.p.c.

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio

Il perimetro della responsabilità professionale che la giurisprudenza di merito sta delineando attorno all’impiego dei sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) generativa si fa, mese dopo mese, sempre più rigoroso. Se il Tribunale di Firenze, nel marzo 2025, aveva inizialmente escluso la colpa grave trattando il fenomeno come un’incognita tecnologica, la recente sentenza del Tribunale di Siracusa, Sez. II, 20 febbraio 2026, n. 338, segna il superamento di ogni indulgenza. La curva sanzionatoria è ascendente: la tolleranza per l’errore algoritmico si è azzerata, lasciando il posto a condanne pecuniarie che travalicano la soglia dei trentamila euro.

Anatomia di un disastro processuale: il caso Siracusa

La vicenda approdata dinanzi al Giudice Alfredo Spitaleri rappresenta l’archetipo del rischio da automazione acritica nel ministero difensivo. In una lite risarcitoria legata a un inadempimento contrattuale, la difesa attorea ha fondato la propria strategia ermeneutica sulla citazione di quattro precedenti di legittimità (Cass. n. 1216/2000, n. 8379/2006, n. 14795/2003 e n. 4553/2004), corredandoli con virgolettati testuali presentati come estratti letterali.

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Intelligenza artificiale e professione forense: a Sorrento il 5-6 Marzo 2026 un confronto istituzionale su regole, rischi e opportunità

Il rapporto tra intelligenza artificiale e professione legale è ormai al centro di un intenso dibattito istituzionale, accademico e professionale. L’evoluzione delle tecnologie basate su modelli generativi, sistemi di analisi automatica dei dati giuridici e strumenti di supporto decisionale sta progressivamente trasformando il modo in cui gli avvocati svolgono la propria attività, incidendo tanto sull’organizzazione dello studio quanto sulle modalità di produzione degli atti, di ricerca giurisprudenziale e di gestione del contenzioso.

Proprio per approfondire queste trasformazioni, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata promuove il convegno in presenza dal titolo “Intelligenza artificiale: rivoluzione silenziosa ed impatto sulla giurisdizione e sulla professione legale”, che si terrà il 5 e 6 marzo 2026 a Sorrento, presso l’Azienda Autonoma di Soggiorno.

L’iniziativa si propone come un momento di confronto tra istituzioni, avvocatura, magistratura e operatori del settore Legal Tech, con l’obiettivo di analizzare in maniera critica le implicazioni normative, deontologiche e operative dell’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore giuridico.

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Intelligenza artificiale e professione forense: un laboratorio pratico per comprendere e utilizzare l’AI nello studio legale. Dal 9 marzo 2026

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è divenuta uno dei temi centrali nel dibattito sull’evoluzione delle professioni giuridiche. Non si tratta più soltanto di una prospettiva teorica o di un ambito di ricerca accademica: strumenti basati su modelli linguistici avanzati, sistemi di analisi documentale e piattaforme di supporto alla ricerca giuridica stanno progressivamente entrando nella pratica quotidiana degli studi legali.

La diffusione di tali tecnologie pone tuttavia questioni complesse. Accanto alle opportunità in termini di efficienza, organizzazione del lavoro e gestione delle informazioni giuridiche, emergono infatti rilevanti problematiche relative alla sicurezza dei dati, alla verifica delle informazioni generate dalle macchine e alla responsabilità professionale nell’uso di strumenti automatizzati. In questo contesto diventa fondamentale sviluppare competenze specifiche che consentano ai professionisti del diritto di comprendere il funzionamento dell’intelligenza artificiale e di utilizzarla in modo consapevole, sicuro e conforme alle norme vigenti.

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