Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Firenze, facendo seguito alle delibere dell'Unione Lombarda degli Ordini Forensi e dell'Ordine degli Avvocati di Milano, fa propria la richiesta di ripristino immediato del servizio di consultazione dell'archivio giurisprudenziale.

Rinnoviamo pertanto l'auspicio che il servizio venga al più presto ripristinato, non essendo stata addotta alcuna congrua motivazione a giustificazione della sospensione della funzione "archivio giurisprudenziale" che, lo ribadiamo, costituisce un utile e legittimo strumento a disposizione dei difensori, anche ai fini della conoscibilità e prevedibilità delle decisioni di merito nonché per il consolidamento di orientamenti giurisprudenziali condivisi, anche in ottica deflattiva del contenzioso giudiziale.

Il tutto a maggior ragione alla luce della richiesta di ripristino del servizio espressa anche dall'Ordine degli Avvocati di Firenze che ha condiviso le delibere già adottate sul punto dall'Unione Lombarda degli Ordini Forensi e dall'Ordine degli Avvocati di Milano.
 
Approfondimenti
Sospensione Archivio di Merito: l'Unione Lombarda degli Ordini Forensi chiede al Ministero l'immediato ripristino - LINK
Delibera Ordine Avvocati Firenze - PDF
Delibera Ordine Avvocati Milano - PDF
Delibera Unione Lombarda Ordine Forensi - LINK

 

Il d.m. 8 marzo 2018, n. 37 Regolamento recante modifiche al decreto 10 marzo 2014, n. 55, concernente la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense, ai sensi dell'articolo 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, pubblicato il 26 aprile 2018 (GU n. 96 del 26/4/2018) e entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, ha introdotto, in seno al d.m. 10 marzo 2014, n. 55, l’art. 4, comma 1-bis, a tenore del quale:

Il compenso determinato tenuto conto dei parametri generali di cui al comma 1 è di regola ulteriormente aumentato del 30 per cento quando gli atti depositati con modalità telematiche sono redatti con tecniche informatiche idonee ad agevolarne la consultazione o la fruizione e, in particolare, quando esse consentono la ricerca testuale all'interno dell'atto e dei documenti allegati, nonché la navigazione all'interno dell'atto.

Come ottenere la liquidazione del compenso maggiorato del 30%?

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Il Tar Lazio, sez. I bis, con la sentenza del 25 maggio 2018, n. 5912, ritiene ammissibile - senza necessità di alcuna regolarizzazione - la notifica di un ricorso sottoscritto in formato CAdES (*.p7m), e successivamente depositato telematicamente sottoscritto in formato PAdES (*.pdf), anche in assenza della costituzione in giudizio dell’amministrazione intimata. 

Il giudice amministrativo prende questa decisione a valle di una ricognizione sia normativa che giurisprudenziale. 

Il riferimento va innanzitutto all'art. 44, comma 1, lett. a), c.p.c. che prescrive che il ricorso debba essere, a pena di nullità, sottoscritto sia al momento della notifica sia al momento del deposito dell'atto. Completano il quadro normativo gli artt. 136, comma 2 bis, c.p.a. e 9 del d.P.C.M. n. 40/2016, secondo cui la sottoscrizione del ricorso avvenga in via telematica mediante firma digitale. La stessa normativa tecnica, inoltre, in relazione alla notifica telematica, non fa alcun cenno alla modalità di sottoscrizione del ricorso (art. 14 D.P.C.M. n. 40/2016), mentre prescrive la sottoscrizione in formato PAdES (*.pdf) del modulo di deposito degli atti (e non degli atti stessi, ai sensi degli art. 6, commi 4 e 5, e art. 12 comma 6 d.P.C.M. n. 40/2016).

Ciò premesso, il Collegio fa riferimento all''indirizzo giurisprudenziale prevalente che, partendo dal principio di tassatività delle nullità ex art. 156, comma 1, c.p.c., considera la mancata sottoscrizione del ricorso in via telematica come una mera irregolarità sanabile ai fini di correttezza del processo ex art. 44 comma 2 c.p.a. (es. Consiglio di Stato, sez. III, 11 settembre 2017, n. 4286). Ne segue che, a parere del Collegio, al fine di considerare validamente apposta la firma sul ricorso è sufficiente la sottoscrizione digitale con formato CAdES (*.p7m).

E ciò non solo sulla base del fatto che, come detto, le norme tecniche del PAT prevedono il formato CAdES (*.p7m) per il deposito del ricorso (e non per la notifica dello stesso), ma anche sulla scorta di due sentenze: 
- Cons. Stato, Sez. III, 27/11/2017, n. 5504, che dichiara che la normativa comunitaria, precisamente il Regolamento UE n° 910/2014, c.d. eIDAS, impone "agli Stati membri di riconoscere le firme digitali apposte secondo determinati standards tra i quali figurano sia quello CAdES (*.p7m) sia quello PAdES (*.pdf)";

- Cass., SS.UU., sent. 27 aprile 2018 n. 10266 che, seppur nell'ambito del Processo Civile Telematico, ribadisce la parificazione della firma in formato CAdES (*.p7m) a quella in formato PAdES (*.pdf). 

Alla luce di tutta questa ricognizione, il Collegio, nel caso di specie, ritiene che "la previsione di una regolarizzazione tramite una nuova notifica sarebbe del tutto ultronea e contraria al principio del raggiungimento dello scopo di cui all’art. 156, comma 3, c.p.c., senz’altro applicabile anche al processo amministrativo, in quanto l’atto è stato portato, nella sua piena leggibilità, a conoscenza dell’intimato", senza alcun pregiudizio del diritto di difesa, e che "al fine di considerare validamente apposta la firma sul ricorso è sufficiente la sottoscrizione digitale con formato CAdES (*.p7m), tra l’altro pienamente idonea ad assolvere la funzione di attestare la provenienza dell’atto in capo al suo autore".

Ne segue che il ricorso sottoscritto e notificato in formato CAdES (*.p7m), anziché PAdES (*.pdf), è ammissibile, riguardando l'esigenza di regolarizzazione la sola necessità di depositare un atto in nativo digitale sottoscritto in PAdES (*.pdf), ai fini della correttezza del processo e indipendentemente dalla circostanza se la parte intimata in giudizio si sia costituita.

 

Il 7 giugno 2018, dalle ore 14.30 alle ore 17.30, presso l'Auditorium “Adone Zoli” c/o Nuovo Palazzo di Giustizia, in Viale Alessandro Guidoni, 61, l'Ordine degli Avvocati di Firenze organizza il convegno:
 
I NUOVI ADEMPIMENTI DELL’AVVOCATO TELEMATICO
 

Introduce e coordina:

- Avv. Sergio Paparo - Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Firenze
 

Relazioni:

- Processo civile telematico e notifiche in proprio a mezzo pec: casi pratici e soluzioni operative.
- Giurisprudenza di settore
Avv. Alberto Mazza – Esperto formatore PCT e curatore di processociviletelematico.it
Avv. Ilaria Biagiotti – Commissione informatica dell’Ordine degli Avvocati di Firenze
 
- Principio di sinteticità e tecniche di redazione dell’atto telematico alla luce dell’art. 4, comma 1 bis d.m. 55/2014. Nuovi parametri forensi
Dott. Chiara Imbrosciano – Esperto formatore PCT; componente del comitato scientifico di processociviletelematico.it;
Dottoranda di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca
 
- I servizi dell'Ordine degli Avvocati di Firenze.
Dott. Alessandro Donati (MAAT Srl)
 
Nel corso della sessione un incaricato di Open Dot Com illustrerà l’operatività dei nuovi servizi aggiuntivi offerti in convenzione agli iscritti dell’Ordine degli Avvocati di Firenze: conservazione pec, gdpr, parcella avvocato e fatturazione b2b.
 
La partecipazione all’evento è gratuita e consente l’attribuzione di n. 3 crediti formativi in materia obbligatoria ovvero in materia non obbligatoria.