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MAAT LegalPaperless e Ordine degli Avvocati di Milano: attivata la convenzione per AnoniMAAT, il software di anonimizzazione degli atti legali

Sconto del 50% sui pacchetti da 1.600 e 3.200 pagine per gli iscritti all’Ordine. Una soluzione per proteggere i dati personali e preparare la documentazione necessaria al conseguimento del titolo di avvocato specialista per comprovata esperienza.

(comunicato stampa)

Milano, 12 ottobre 2026 – MAAT LegalPaperless annuncia l’attivazione di una nuova convenzione con l’Ordine degli Avvocati di Milano dedicata ad AnoniMAAT, il software sviluppato da MAAT per consentire agli avvocati di anonimizzare in autonomia gli atti e i documenti professionali, tutelando la riservatezza delle informazioni trattate.

L’accordo prevede, per gli iscritti all’Ordine degli Avvocati di Milano, uno sconto del 50% sul prezzo pieno dei pacchetti AnoniMAAT da 1.600 e 3.200 pagine, offrendo condizioni particolarmente vantaggiose ai professionisti che devono elaborare grandi quantità di documentazione.

La convenzione assume particolare rilevanza nell’ambito delle procedure per il riconoscimento del titolo di avvocato specialista per comprovata esperienza, per le quali è espressamente richiesta la preventiva anonimizzazione o pseudonimizzazione degli atti da trasmettere al Consiglio Nazionale Forense (CNF).

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Intelligenza artificiale e avvocati: obblighi, regole e informazione al cliente dopo l’AI Act e la Legge 132/2025

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio


L’intelligenza artificiale è ormai utilizzata anche nell’attività professionale degli avvocati, soprattutto come strumento di supporto per la ricerca, la sintesi di documenti, l’organizzazione delle informazioni e la predisposizione di bozze.

Il suo utilizzo deve però essere inquadrato nel sistema normativo oggi vigente, nel quale assumono particolare rilievo il Regolamento (UE) 2024/1689, cosiddetto AI Act, come successivamente modificato, e la Legge 23 settembre 2025, n. 132, entrata in vigore il 10 ottobre 2025.

Per la professione forense, il principale riferimento nazionale è rappresentato dall’art. 13 della Legge n. 132/2025, dedicato alle professioni intellettuali.

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Intelligenza artificiale e responsabilità degli enti: nuove disposizioni nel D.Lgs. 231/2001 dal 30 settembre 2026

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026 il D.Lgs. 9 settembre 2026, n. 160, che entrerà in vigore il 30 settembre 2026. Il provvedimento adegua l’ordinamento italiano al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (Reg. UE 2024/1689), intervenendo anche sul versante della responsabilità civile e penale connessa all’utilizzo dei sistemi di IA.

Tra le novità di particolare rilievo per imprese ed enti vi è la modifica del D.Lgs. 231/2001: viene infatti introdotto il nuovo art. 25-vicies, dedicato ai “Reati commessi con l’uso di sistemi di intelligenza artificiale”.

L’intelligenza artificiale entra così espressamente nel sistema della responsabilità amministrativa degli enti, rendendo necessario valutare con attenzione i rischi connessi all’impiego dei sistemi di IA anche nell’ambito dei Modelli organizzativi 231, delle procedure interne e dei presidi di controllo.

Un intervento normativo che rafforza ulteriormente l’esigenza, per le organizzazioni, di affiancare all’innovazione tecnologica adeguate misure di governance, controllo e gestione del rischio.

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Watermark ed intelligenza artificiale negli atti degli avvocati: cosa significa davvero e quali sono gli obblighi

Luca Frabboni – Maat Srl


L’introduzione dei sistemi di marcatura dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale sta suscitando numerosi interrogativi anche tra gli avvocati. La questione è diventata particolarmente attuale dopo l’applicabilità, dal 2 agosto 2026, degli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 dell’AI Act e dopo l’annuncio di Anthropic relativo all’introduzione di un watermark nei testi prodotti dai nuovi modelli Claude1.

Il rischio, tuttavia, è quello di attribuire al watermark un significato che giuridicamente e tecnicamente non possiede.

La presenza di una marcatura in un testo non significa infatti, automaticamente, che quel documento sia stato “scritto dall’intelligenza artificiale”; non dimostra che il professionista abbia delegato all’IA la propria attività intellettuale e, soprattutto, non determina di per sé alcuna violazione dell’AI Act, della legge italiana n. 132/2025 o delle regole deontologiche della professione forense.

Per comprendere correttamente il problema occorre distinguere almeno tre piani: la marcatura tecnica del contenuto, gli obblighi dell’AI Act e gli obblighi professionali dell’avvocato.

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Processo Tributario Telematico e prova della notifica via PEC: Il mancato deposito del file EML non comporta, di per sé, l’inammissibilità

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio


PDF o EML? La questione è processuale, non soltanto tecnica

Nel processo tributario telematico continua a porsi una questione di immediato interesse pratico: la prova della notificazione a mezzo PEC deve essere necessariamente depositata nel formato nativo EML oppure può essere documentata anche mediante ricevute prodotte in PDF?

Il problema non è meramente informatico. In alcune decisioni la mancata produzione delle ricevute PEC nel formato nativo è stata valorizzata ai fini dell’ammissibilità del ricorso o dell’impugnazione. La giurisprudenza di legittimità intervenuta nel 2026 impone, tuttavia, di distinguere il formato del file dalla concreta funzione probatoria della documentazione depositata.

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