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Interruzione servizi informatici settore civile modifiche correttive – 22/25 Marzo 2019

Come preannunciato nella news del 7 marzo u.s. ricordiamo che nel pomeriggio di oggi, venerdì 22 marzo, saranno interrotti i servizi del settore civile per l’installazione di modifiche correttive. In particolare l’interruzione riguarderà:
– dalle ore 14:00 gli uffici giudiziari del distretto di Corte di Appello dell’Aquila
– dalle ore 17:00 tutti gli uffici giudiziari degli altri distretti di Corte di Appello, tranne il distretto di Milano;
– sempre dalle ore 17.00 il Portale dei Servizi Telematici.

La ripresa del servizio è prevista, indicativamente, alle ore 08:00 di lunedì 25 marzo.

Si ricorda che durante l’interruzione non sarà possibile consultare i fascicoli degli uffici giudiziari dei distretti coinvolti ed accedere ai servizi del PST, mentre sarà ugualmente possibile procedere ai depositi anche se si potrebbero verificare dei ritardi nella ricezione degli esiti dei controlli automatici.

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Pubblicate le Linee Guida per la redazione chiara e sintetica di atti e provvedimenti in materia di diritto di famiglia

In data 11 marzo u.s. sono state sottoscritte dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano, dalla Corte d’Appello di Milano, dal Tribunale di Milano e dall’Osservatorio della Giustizia civile di Milano le Linee guida per la redazione chiara e sintetica degli atti in materia di diritto di famiglia. Il tutto sulla scorta del Protocollo di intesa tra il Consiglio Superiore della Magistratura e il Consiglio Nazionale Forense siglato il 20 giugno 2018.

Le “Linee Guida”, che hanno come obiettivo quello di “mettere al centro la tutela dei diritti fondamentali delle persone”, dettano i principi cui attenersi nella redazione degli atti: viene posta l’attenzione sul contenuto, la struttura, la produzione documentale e i collegamenti ipertestuali, nonché vengono stabiliti i criteri per i richiami a dottrina e giurisprudenza.

Va ricordato che, ai sensi dell’art. 4 co. 1 bis D.M. 55/2014  l’Avvocato che deposita atti redatti tramite l’utilizzo di tecniche informatiche utili per agevolarne la consultazione o la fruizione ottiene la liquidazione di un compenso maggiorato del 30%.

Sul sito dell’Ordine degli Avvocati di Milano sono pubblicate sia le Linee Guida che i modelli predisposti.
Per ulteriori approfondimenti

Linee guida
Modello del ricorso per separazione giudiziale
Modello del divorzio contenzioso
Modello del ricorso per la regolamentazione della responsabilità genitoriale delle coppie non coniugate
Modello per la disclosure della situazione reddituale/patrimoniale delle parti

Aggiornamento giurisprudenza – 20 marzo 2019

Cass., SS.UU., sent. 24 settembre 2018 n. 22438 (Pres. Mammone, rel. Vincenti)
Impugnazioni – Ricorso per cassazione – Redazione come documento informatico – Notifica a mezzo PEC – Deposito di copia analogica – Firma autografa – Mancanza – Attestazione di conformità – Mancanza – Improcedibilità – Esclusione – Ipotesi

Cass., sez. lav., sent. 30 agosto 2018 n. 21445 (Pres. Napoletano, rel. Marotta)
Impugnazioni – Ricorso per cassazione – Notifica a mezzo PEC – Notifica effettuata dopo le ore 21 dell’ultimo giorno utile – Perfezionamento – Ore 7 del giorno successivo – Inammissibilità

Trib. Nocera Inferiore, decr. 25 luglio 2018 (Pres. est. Marano)
Ricorso per riassunzione – Atto endoprocedimentale – Deposito su supporto cartaceo – Inammissibile

Trib. Mantova, ord. 22 luglio 2018 (est. De Simone)
Portale delle Vendite Pubbliche – Presentazione di offerta per via telematica – Invio all’indirizzo offertapvp.dgsia@giustiziacert.it – Mancanza – Ricevuta di avvenuta consegna – Mancanza – Offerta non valida

App. Bari, sent. 13 luglio 2018 n. 1264 (Pres. Cea, rel. Papa)
Impugnazioni – Appello – Notifica a mezzo PEC – Notifica effettuata dopo le ore 21 prima delle ore 24 – Tempestività – Perfezionamento per il destinatario – Ore 7 del giorno successivo

Tempestività della notifica eseguita in proprio a mezzo PEC dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza: oggi l’udienza di discussione avanti la Corte costituzionale

Nella giornata odierna si è tenuta, dinnanzi alla Corte Costituzionale, l’udienza pubblica di discussione della questione di legittimità dell’art. 16 septies del D.L. 179/2012, conv. L. 221/2012, nella parte in cui prevede che “la disposizione dell’art. 147 c.p.c. si applica anche alle notificazioni eseguite con modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le ore 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo”.
Considerato il disposto letterale di tale norma e il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, per cui la notifica a mezzo PEC, se eseguita dopo le ore 21.00 (con ciò riferendosi all’orario della ricevuta di accettazione), deve considerarsi perfezionata alle ore 7:00 del giorno successivo, la Corte d’Appello di Milano, con ordinanza in data 16 ottobre 2017, ha sollevato questione di legittimità costituzionale del predetto art. 16 septies per contrasto:
– sia con l’art. 3 cost. trattando in modo eguale situazioni differenti: diverse sono infatti, secondo la Corte, le esigenze di tutela del domicilio sottese alla notifica tradizionale rispetto alla notifica a mezzo PEC;
– sia con gli artt. 24 e 111 cost., violando il diritto del notificante di difendersi sfruttando per intero il termine giornaliero che gli viene riconosciuto dalla legge.

Per una compiuta disamina del tema, dei profili problematici e delle potenzialità ivi sottese, si rinvia all’articolo di Daniela Muradore, Avvocato in Milano e formatore PCT.

L’utilizzo della Posta Elettronica Certificata nel Processo Penale: tra estensioni (per le cancellerie) e divieti (per i difensori)

La Cassazione, sez. V Penale, con la sentenza n. 10334/2019, depositata l’8 marzo, ribadisce il consolidato orientamento secondo il quale non è possibile, per le parti, notificare e depositare istanze a mezzo PEC. La sentenza, infatti, rigetta l’annullamento della condanna per violazione dell’art. 420-ter c.p.p., precisamente per il mancato rinvio dell’udienza per legittimo impedimento del difensore di fiducia. Quest’ultimo aveva inoltrato l’istanza di rinvio a mezzo PEC e, pur avendo ottenuto tutte le ricevute, non avrebbe, a detta della Corte, ottemperato all’onere di verificare che l’istanza fosse effettivamente pervenuta nella cancelleria del giudice procedente e che fosse stata tempestivamente posta alla sua attenzione.
La Corte dichiara espressamente che “la genesi e la complessiva disciplina della posta elettronica certificata depongono, in modo univoco, nel senso di far ritenere che il legislatore abbia voluto limitare, nel processo penale, l’uso dello strumento di comunicazione in parola alle sole cancellerie”.
Proprio in riferimento alle comunicazioni e notificazioni per via telematica da parte delle cancellerie, è di soli 3 giorni prima la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (S.G. n. 54 del 5-3-2019) del decreto 15 febbraio 2019 del Ministero della Giustizia, rubricato appunto “Avvio delle comunicazioni e notificazioni per via telematica presso il Tribunale di sorveglianza di Venezia e l’Ufficio di sorveglianza di Venezia – settore penale”, che ha stabilito che in tali uffici giudiziari “le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale, sono effettuate esclusivamente per via telematica” a partire dal 15esimo giorno successivo alla pubblicazione del presente decreto in G.U.