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Cloudflare, pirateria e sovranità digitale: la sanzione italiana come banco di prova per il futuro di Internet, dei servizi cloud e dell’intelligenza artificiale in Europa

Luca Frabboni – Maat Srl


Cloudflare è uno dei principali fornitori mondiali di servizi di infrastruttura per Internet. Fondata negli Stati Uniti, l’azienda opera come intermediario tecnologico tra i siti web e gli utenti finali, offrendo servizi di Content Delivery Network (CDN), protezione da attacchi DDoS, web application firewall, gestione DNS, reverse proxy e, più di recente, strumenti avanzati di sicurezza e ottimizzazione per applicazioni cloud e sistemi di intelligenza artificiale. In termini pratici, Cloudflare contribuisce alla velocità, alla stabilità e alla sicurezza di una quota rilevantissima del traffico Internet globale, inclusi migliaia di siti istituzionali, media, piattaforme di e-commerce, servizi software as a service (SaaS) e infrastrutture critiche.

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L’Intelligenza Artificiale nella dimensione giudiziaria: le Linee Guida UNESCO

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio

L’IA non è più un’ipotesi accademica, ma uno strumento già presente nelle cancellerie e negli studi legali di tutto il mondo. Se l’efficienza è la promessa, la protezione del diritto resta la sfida. Attraverso le sue recenti Linee Guida, l’UNESCO stabilisce i paletti necessari affinché l’algoritmo resti un supporto e non si trasformi in un decisore opaco, privo di responsabilità umana.

1. Il contesto: la fine del “Far West” algoritmico

Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale (IA) in ambito legale è transitato, in tempi rapidissimi, dalla speculazione dottrinale all’applicazione pratica. Sebbene l’IA offra soluzioni concrete alla crisi di efficienza dei sistemi giudiziari mondiali (caratterizzati da milioni di cause pendenti), la sua adozione “disomogenea” ha generato un vuoto regolamentare.

Il documento pubblicato dall’UNESCO, frutto di una consultazione globale con oltre 36.000 operatori, si pone come il primo vero quadro deontologico di riferimento universale. Non si tratta di una semplice dichiarazione di intenti, ma di un parametro di riferimento per valutare la legittimità del supporto tecnologico nel processo decisionale pubblico e privato.

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Lo stato dell’arte dei modelli di intelligenza artificiale generativa a dicembre 2025

Luca Frabboni – Maat Srl


L’ecosistema dell’intelligenza artificiale generativa sta attraversando una fase di rapida evoluzione tecnologica e si sta assistentendo negli ultimi mesi del 2025 ad una vera e propria corsa tra i maggiori player per alzare le performance dei proprio modelli generativi. Il presente contributo si propone di esaminare lo stato dell’arte e le caratteristiche tecniche dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati disponibili sul mercato a dicembre 2025, con particolare attenzione alle soluzioni offerte dai principali operatori del settore: Google con la famiglia Gemini 3, OpenAI con GPT-5.1 (aggiornato a 5.2 poche ore dopo la pubblicazione dell’articolo), Anthropic con i modelli Claude della serie 4 (Opus 4.5, Sonnet 4.5 e Haiku 4.5), nonché le iniziative europee nel campo dei modelli open source.

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L’attestazione di conformità nel Processo Tributario Telematico

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio


L’introduzione delle modifiche all’art. 25-bis, comma 5-bis, del D.Lgs. 546/1992, ad opera dell’art. 16 del D.Lgs. 81/2025, segna un momento di svolta nella gestione del Processo Tributario Telematico (PTT), in particolare per quanto riguarda l’obbligo di attestazione di conformità dei documenti analogici. Con efficacia dal 13 giugno 2025, il legislatore interviene per dirimere i dubbi interpretativi e operativi che, fino ad oggi, hanno gravato sull’attività dei difensori.

L’articolo analizza il contenuto e le ragioni di tale riforma, ponendo in luce le differenze con la disciplina precedente e le stringenti conseguenze in caso di inosservanza.

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Intelligenza artificiale e autonomia del giudice: le raccomandazioni del CSM a tutela della funzione giurisdizionale

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio

L’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nel “dominio giustizia” non è più una previsione futuristica, ma una complessa realtà operativa che chiama in causa i pilastri stessi del giusto processo e dell’autonomia decisionale del giudice. In risposta a questa ineludibile evoluzione tecnologica, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha posto un fondamentale punto fermo. Con la delibera plenaria dell’8 ottobre 2025, l’organo di autogoverno della magistratura ha infatti formalizzato il primo quadro organico di principi e cautele per l’impiego dell’IA, specie generativa e predittiva, nell’attività giudiziaria. La risoluzione, lungi dall’essere un semplice vademecum, si configura come una vera e propria Tabella di marcia strategica, proiettata all’attuazione del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) e della Legge Italiana sull’Intelligenza Artificiale (DDL n. 1146/2025). Il dictum del CSM è inequivocabile: l’innovazione deve subordinarsi alla sovranità della decisione umana e alle inderogabili esigenze di trasparenza algoritmica e tutela del dato processuale.

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