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Corte Costituzionale: il 19 marzo l’udienza relativa alla questione di legittimità dell’art. 147 c.p.c.

Avvocato in Milano e formatore PCT

Domani, 19 marzo, si discuterà della questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di Appello di Milano nell’ordinanza del 16 ottobre 2017 ed avente ad oggetto l’art. 16 septies L. 221/2012 nella parte in cui prevede che la disposizione dell’art. 147 c.p.c. si applichi anche alle notificazioni eseguite con modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le ore 21, la notifica si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo.

Ha adito la Corte di Appello di Milano una società mediante atto di citazione in appello notificato a mezzo posta elettronica certificata con ricevute (di avvenuta accettazione e consegna), rilasciate l’ultimo giorno di scadenza, alle ore 21:05:29 e 21:05:32.

Pubblici Elenchi e Pubbliche Amministrazioni: un commento alla sentenza 3709/2019 Cassazione

Avvocato in Milano e formatore PCT

Nella recente sentenza n. 3709 del 2019, la Corte di Cassazione affronta ancora una volta il dibattuto tema delle notificazioni effettuate dal difensore ex L. 53/1994, a mezzo Posta Elettronica Certificata.

La sentenza, già ben commentata, desta, infatti, non poche perplessità.

Il tema è quello relativo alla possibilità di effettuare la notificazione in proprio ex L. 53/1994 alla Pubblica Amministrazione. Nel caso di specie, si discute della tempestività dell’impugnazione a seguito della notificazione a mezzo PEC, ex L. 53/94, effettuata dal difensore all’Avvocatura dello Stato all’indirizzo Pec risultante dall’Indice PA.

Ripercorriamo, quindi, la disciplina sui Pubblici Elenchi dai quali il difensore può estrarre l’indirizzo certificato del destinatario della notificazione.

Con il decreto legislativo 7 marzo 2005, n.82, viene emanato il “CAD” ovvero il “Codice dell’Amministrazione Digitale“.

Il CAD con l’articolo 6, ha introdotto la possibilità da parte della Pubblica Amministrazione di utilizzare la PEC per ogni scambio di documenti e informazioni con i soggetti che ne hanno fatto preventivamente richiesta.

Sulla tempestività della notifica a mezzo PEC effettuata dopo le ore 21:00 del giorno di scadenza del termine

 
di Valentina Ferrari

Formatore PCT ed esperta in informatica giudiziaria applicata

 

Risale allo scorso marzo 2018 la pubblicazione di un’ulteriore pronuncia della Suprema Corte di Legittimità in merito all’annosa questione circa la tempestività o meno delle notificazioni effettuate a mezzo posta elettronica certificata oltre le ore 21:00 del giorno di scadenza del termine processuale normativamente sancito.

Ancora una volta, gli Ermellini sono stati chiamati a statuire in ordine all’ammissibilità di un ricorso per cassazione notificato dal difensore a mezzo PEC dopo le ore 21:00 del giorno di scadenza del termine di cui all’art. 327 c.p.c.

GDPR: evoluzione ma non rivoluzione della privacy

 
Esperto in informatica giuridica e giudiziaria Maat Srl
 

Il 25 maggio 2018 sarà pienamente applicabile in tutti i paesi dell’Unione Europea il regolamento n. 2016/679, approvato il 16 aprile 2016. Noto con la sigla GDPR (General Data Protection Regulation), il Regolamento UE ha abrogato la precedente direttiva 95/46/CE in materia di privacy. Il GDPR sarà immediatamente applicabile ed entrerà in vigore come norma primaria, senza necessità di alcun recepimento specifico ed andando a sostituire la normativa attualmente vigente nei diversi paesi membri. E’ ancora incerto cosa succederà nell’ordinamento italiano con il Codice in materia di protezione dei dati personali della privacy (D.lgs 30 giugno 2003, n. 196). Le prime bozze circolate riguardo al D.lgs attuativo del GDPR stabilivano, infatti, l’abrogazione integrale del Codice sulla privacy. L’ultima versione nota, del 10 maggio 2018, che al momento risulta in esame alle Camere, prevede invece l’adeguamento del Codice della privacy, armonizzandolo con il GDPR, grazie ad un intervento di taglia e cuci volto ad eliminare le eventuali incompatibilità con le nuove norme europee, in modo analogo a quanto già fatto con il Codice dell’Amministrazione Digitale rispetto al regolamento europeo eIDAS.

 

L’obbligatorietà del deposito telematico nei procedimenti civili e di volontaria giurisdizione: criticità applicative alla figura dell’amministratore di sostegno

Formatore PCT ed esperta in informatica giudiziaria applicata

L’introduzione dell’obbligo del deposito telematico nel processo civile è avvenuta ad opera dell’art. 16 bis del D.L. 179/2012, “Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese”, conv. dalla L. 221/2012.

Nel realizzare tale obiettivo il Legislatore – verosimilmente in un’ottica di semplificazione – ha disegnato, al comma 1, un primo ambito di applicazione comune, affiancando tuttavia procedimenti dalla natura profondamente differente. Da un lato, i procedimenti dalla natura contenziosa nei quali gli interessi privati sono contrapposti, dall’altro, i procedimenti di giurisdizione volontaria, rientranti nell’ambito dell’“amministrazione pubblica del diritto privato”, nei quali lo Stato interviene quale terzo a tutela dell’interesse del privato, senza che sia postulata l’esistenza di una controversia.

L’assimilazione normativa in esame, tuttavia, spesso non si concretizza nella prassi in una applicazione pacifica dell’esclusività del deposito telematico: ciò avviene in particolare per i procedimenti di amministrazione di sostegno.