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Processo telematico: funziona sui nuovi Mac con processore M1 arm?

di Luca Frabboni
Esperto in informatica giuridica e giudiziaria

A novembre 2020 è uscito il nuovo sistema operativo macOS 11 Big Sur, sempre nello stesso mese Apple ha annunciato i nuovi Mac con processore M1 proprietario ed architettura ARM.
Lo scopo di questo articolo è verificare sul campo se sui nuovi Mac M1 è possibile utilizzare i dispositivi di firma digitale ed in genere usarli lato utente in ambito processo telematico. Il tutto per consultare o depositare atti nel processo civile telematico, o in genere nei diversi processi telematici: civile, penale, amministrativo e tributario.

Natural Language for Artificial Intelligence

Di Daniela Muradore e Andrea Stanchi, avvocati in Milano

Is AI good or bad for them?
That is the question…

Nell’articolo collegato al link che segue vengono presentati i risultati di un progetto che coinvolge due scienziati informatici (Viviana Mascardi e Roberto Salvaneschi), e due avvocati (Andrea Stanchi e Daniela Muradore), che mira ad implementare uno strumento di IA che si adatti alle esigenze dei professionisti del diritto.

Giornata Europea della Giustizia Civile: l’innovazione necessitata, dal processo telematico alle udienze da remoto

Di Daniela Muradore, avvocato in Milano

In occasione della giornata europea della giustizia civile, che si celebra il 25 ottobre di ogni anno, è d’obbligo affrontare il tema di come l’attuale pandemia abbia inciso sul funzionamento della giustizia civile. L’innovazione tecnologica introdotta oltre dieci anni orsono nel processo civile ha consentito, di fatto, di subire solo un rallentamento della tutela giurisdizionale, anziché il blocco totale dell’attività.

Il processo d’espropriazione immobiliare al tempo della pandemia e le prospettive di telematizzazione per il futuro

Il fascicolo telematico e gli atti ancora cartacei

di Luca Salati (*)

La pandemia da Covid19, la grave sospensione pressoché generalizzata dell’attività giudiziale, la necessità di ripartire con urgenza pur se con imprevedibili rischi, la consapevolezza che ancora non è stato individuato il vaccino e la minaccia del ritorno della pandemia nei mesi autunnali, devono indurre gli operatori del diritto a pretendere quanto più possibile la digitalizzazione del processo civile al fine di eliminare o quantomeno ridurre le occasioni di contatto sociale.

Il procedimento avanti la Suprema Corte ai tempi del COVID-19: un’auspicabile spinta verso la digitalizzazione del giudizio civile di legittimità

Di Federica Castelli, Avvocato in Milano

9 giugno 2020

Abstract

Il Governo italiano, nell’intento di fronteggiare la sopravvenuta emergenza sanitaria, ha adottato una serie di importanti misure che hanno inevitabilmente riguardato anche il settore della giustizia e, segnatamente, il giudizio civile di legittimità. Nello specifico, ad una c.d. “prima fase”, caratterizzata da un generalizzato rinvio delle udienze e dalla sospensione dei termini previsti per il compimento degli atti processuali, ha fatto seguito una c.d. “seconda fase”, nel corso della quale lo svolgimento dell’attività processuale è stato subordinato all’adozione di misure organizzative utili a contrastare il contagio da COVID-19.