Articoli

Il processo d’espropriazione immobiliare al tempo della pandemia e le prospettive di telematizzazione per il futuro

Il fascicolo telematico e gli atti ancora cartacei

di Luca Salati (*)

La pandemia da Covid19, la grave sospensione pressoché generalizzata dell’attività giudiziale, la necessità di ripartire con urgenza pur se con imprevedibili rischi, la consapevolezza che ancora non è stato individuato il vaccino e la minaccia del ritorno della pandemia nei mesi autunnali, devono indurre gli operatori del diritto a pretendere quanto più possibile la digitalizzazione del processo civile al fine di eliminare o quantomeno ridurre le occasioni di contatto sociale.

Il procedimento avanti la Suprema Corte ai tempi del COVID-19: un’auspicabile spinta verso la digitalizzazione del giudizio civile di legittimità

Di Federica Castelli, Avvocato in Milano

9 giugno 2020

Abstract

Il Governo italiano, nell’intento di fronteggiare la sopravvenuta emergenza sanitaria, ha adottato una serie di importanti misure che hanno inevitabilmente riguardato anche il settore della giustizia e, segnatamente, il giudizio civile di legittimità. Nello specifico, ad una c.d. “prima fase”, caratterizzata da un generalizzato rinvio delle udienze e dalla sospensione dei termini previsti per il compimento degli atti processuali, ha fatto seguito una c.d. “seconda fase”, nel corso della quale lo svolgimento dell’attività processuale è stato subordinato all’adozione di misure organizzative utili a contrastare il contagio da COVID-19.

A warrior can’t be a worrier.

Run towards the challenge instead of running away from it.

(J. Maeda)

Interrogativi categorici e imperativi strategici: brevi riflessioni sull’avvocatura e il diritto post neural networks.

Di Andrea Stanchi, Avvocato in Milano

Sono passati oltre due mesi da quando il nostro tempo forense si è sospeso.

Un tempo in cui paradossalmente gli eventi della realtà materiale hanno reso, invece, palese l’accelerazione della realtà del mondo computazionale.

Sull’efficacia probatoria della “scansione” nell’impugnazione del licenziamento

Nota critica a Trib. Monza, sez. lavoro, 29 gennaio 2020

Di Pamela Evola, Avvocato in Milano

11 maggio 2020

Abstract

Il presente intervento ha ad oggetto l’analisi della sentenza pubblicata in data 29 gennaio u.s. dal Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, con cui quest’ultima ha dichiarato inidonea ad impedire la decadenza, di cui all’art. 6 della Legge 604/66, l’impugnazione di licenziamento trasmessa via PEC dal lavoratore ed ha, conseguentemente, dichiarato inammissibile il ricorso da quest’ultimo proposto.

Lavorare da remoto sui registri di cancelleria si può: criticità e soluzioni tecniche

di Enrico Consolandi, Presidente sezione Famiglia, Tribunale di Brescia

Con questo breve scritto, si intende rappresentare una proposta di evoluzione tecnologica della giustizia nella direzione di rendere effettiva e concreta la possibilità di consentire ai cancellieri di tutta Italia di poter lavorare senza dover accedere fisicamente sul luogo di lavoro, con un progetto che si auspica trovi ampia condivisione e adesione.