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Lo stato dell’arte dei modelli di intelligenza artificiale generativa a dicembre 2025

Luca Frabboni – Maat Srl


L’ecosistema dell’intelligenza artificiale generativa sta attraversando una fase di rapida evoluzione tecnologica e si sta assistentendo negli ultimi mesi del 2025 ad una vera e propria corsa tra i maggiori player per alzare le performance dei proprio modelli generativi. Il presente contributo si propone di esaminare lo stato dell’arte e le caratteristiche tecniche dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati disponibili sul mercato a dicembre 2025, con particolare attenzione alle soluzioni offerte dai principali operatori del settore: Google con la famiglia Gemini 3, OpenAI con GPT-5.1 (aggiornato a 5.2 poche ore dopo la pubblicazione dell’articolo), Anthropic con i modelli Claude della serie 4 (Opus 4.5, Sonnet 4.5 e Haiku 4.5), nonché le iniziative europee nel campo dei modelli open source.

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L’attestazione di conformità nel Processo Tributario Telematico

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio


L’introduzione delle modifiche all’art. 25-bis, comma 5-bis, del D.Lgs. 546/1992, ad opera dell’art. 16 del D.Lgs. 81/2025, segna un momento di svolta nella gestione del Processo Tributario Telematico (PTT), in particolare per quanto riguarda l’obbligo di attestazione di conformità dei documenti analogici. Con efficacia dal 13 giugno 2025, il legislatore interviene per dirimere i dubbi interpretativi e operativi che, fino ad oggi, hanno gravato sull’attività dei difensori.

L’articolo analizza il contenuto e le ragioni di tale riforma, ponendo in luce le differenze con la disciplina precedente e le stringenti conseguenze in caso di inosservanza.

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Intelligenza artificiale e autonomia del giudice: le raccomandazioni del CSM a tutela della funzione giurisdizionale

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio

L’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nel “dominio giustizia” non è più una previsione futuristica, ma una complessa realtà operativa che chiama in causa i pilastri stessi del giusto processo e dell’autonomia decisionale del giudice. In risposta a questa ineludibile evoluzione tecnologica, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha posto un fondamentale punto fermo. Con la delibera plenaria dell’8 ottobre 2025, l’organo di autogoverno della magistratura ha infatti formalizzato il primo quadro organico di principi e cautele per l’impiego dell’IA, specie generativa e predittiva, nell’attività giudiziaria. La risoluzione, lungi dall’essere un semplice vademecum, si configura come una vera e propria Tabella di marcia strategica, proiettata all’attuazione del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) e della Legge Italiana sull’Intelligenza Artificiale (DDL n. 1146/2025). Il dictum del CSM è inequivocabile: l’innovazione deve subordinarsi alla sovranità della decisione umana e alle inderogabili esigenze di trasparenza algoritmica e tutela del dato processuale.

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Videosorveglianza con Intelligenza Artificiale: il diritto alla riservatezza tra AI Act e GDPR nel 2025

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio

L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence – AI) nei sistemi di videosorveglianza ha radicalmente mutato il paradigma del monitoraggio, evolvendo da mere registrazioni passive a piattaforme di analisi predittiva e di identificazione avanzata. Tale progressione tecnologica impone una revisione profonda dei limiti giuridici, attualmente disciplinata da una complessa interazione tra il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e il nuovo Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act). Il 2025 si configura come l’anno determinante per l’applicazione dei primi divieti e per l’entrata in vigore della normativa di adeguamento nazionale (la Legge 23 settembre 2025, n. 132), istituendo un banco di prova critico per l’effettività della tutela dei diritti fondamentali.

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Quando l’IA non basta: la lite temeraria per un ricorso redatto con intelligenza artificiale. Tribunale di Torino sentenza 2120/2025

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio

Il 16 settembre 2025 il Tribunale di Torino, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 2120, ha scritto una pagina destinata a rimanere nella giurisprudenza italiana: per la prima volta è stata riconosciuta la responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. per un ricorso redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e privo del necessario controllo umano.

I fatti del caso

La vicenda prende le mosse da un’opposizione proposta contro avvisi di addebito e atti esecutivi già notificati alla parte ricorrente. L’atto introduttivo del giudizio, come sottolinea il Tribunale, risultava redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale generativa, ma conteneva citazioni normative e giurisprudenziali astratte, prive di ordine logico e inconferenti. Inoltre, mancavano allegazioni concrete e riferimenti puntuali alla vicenda oggetto di causa.

Secondo il giudice, l’atto non costituiva un vero strumento processuale ma un mero ostacolo all’attività del creditore e all’amministrazione della giustizia.

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