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IT-Wallet in Gazzetta Ufficiale: regole, scadenze e cosa cambia per cittadini, imprese e Pubblica amministrazione

Luca Frabboni – Maat Srl


Il quadro normativo del Sistema IT-Wallet è entrato nella fase attuativa. Dopo una prima sperimentazione dei documenti digitali disponibili nell’app IO, la pubblicazione di due decreti nella Gazzetta Ufficiale definisce ora l’architettura del portafoglio digitale italiano, i soggetti responsabili della sua gestione, le modalità di adesione, il valore degli attestati elettronici e i termini entro i quali le amministrazioni dovranno rendere disponibili i dati contenuti nelle proprie banche dati.

Il provvedimento più recente è il decreto del 19 marzo 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 178 del 3 agosto 2026, recante la «Disciplina del Sistema IT-Wallet e dei relativi servizi». Esso completa il decreto del 17 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 23 luglio 2026, con il quale sono state approvate le Linee guida del Sistema IT-Wallet e le regole applicabili alla fase di sperimentazione.

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Intelligenza artificiale e giustizia tributaria: innovare senza delegare la decisione

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio

L’intelligenza artificiale si prepara a entrare anche nella giustizia tributaria, secondo un’impostazione che pone al centro la responsabilità del giudice. La tecnologia potrà agevolare la ricerca, l’analisi e l’organizzazione del lavoro giudiziario; non potrà, invece, sostituire il magistrato nell’interpretazione della legge, nella valutazione dei fatti e delle prove e nell’adozione della decisione.

Un primo quadro istituzionale è stato tracciato dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria con la delibera n. 275 del 3 marzo 2026, che ha approvato le prime raccomandazioni sull’impiego dell’intelligenza artificiale nel settore.

Il Consiglio ha inoltre autorizzato l’avvio delle interlocuzioni con il Dipartimento della Giustizia Tributaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il Tavolo tecnico informatico istituito con la delibera n. 60/2024. È quindi più corretto parlare di avvio della definizione di un protocollo operativo, destinato a tradurre le linee guida in criteri e procedure applicative, e non di un protocollo già formalmente sottoscritto.

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Processo penale telematico, nuovo calendario fino al 2030: cosa è obbligatorio depositare online e quali sono le nuove scadenze

Il D.M. 26 giugno 2026, n. 114 non sospende il processo penale telematico, ma ne ridisegna l’attuazione progressiva

Luca Frabboni – Maat Srl


Con il decreto del Ministro della giustizia 26 giugno 2026, n. 114, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 149 del 30 giugno 2026 ed entrato in vigore il medesimo giorno, è stato nuovamente modificato l’articolo 3 del D.M. 29 dicembre 2023, n. 217, relativo alla transizione verso il processo penale telematico.

Il provvedimento interviene su due aspetti principali:

  • proroga fino al 31 dicembre 2026 il regime transitorio relativo agli atti concernenti le intercettazioni depositati dai soggetti abilitati interni;
  • sostituisce la precedente scadenza generalizzata del 1° gennaio 2027 con un calendario differenziato, che conduce progressivamente all’obbligatorietà telematica negli ulteriori uffici giudiziari e nelle diverse tipologie di procedimento tra il 1° luglio 2027 e il 1° luglio 2030.

Non si tratta, quindi, di un blocco o di una sospensione del processo penale telematico. Gli obblighi già vigenti presso procure, uffici GIP e tribunali ordinari rimangono pienamente operativi. Il rinvio riguarda soprattutto l’estensione dell’esclusività telematica alle Corti d’appello, alla Corte di cassazione, agli uffici del giudice di pace, agli uffici minorili, alla sorveglianza e ad alcune specifiche categorie di procedimenti.

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Il precedente che non c’era: la Cassazione affronta le «allucinazioni informatiche» negli atti processuali. Nota a Cass. pen., Sez. III, 11 giugno 2026 (dep. 22 giugno 2026), n. 23006

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio


La sentenza n. 23006 del 22 giugno 2026 della Terza Sezione penale della Corte di cassazione affronta una vicenda processuale relativa a un incidente di esecuzione promosso per ottenere la revoca di un ordine di demolizione. Il caso, tuttavia, assume un rilievo che va ben oltre il contenzioso edilizio. Nella parte conclusiva della motivazione, infatti, la Corte dedica un’approfondita riflessione all’utilizzo, nel ricorso per cassazione, di precedenti giurisprudenziali inesistenti, attribuendone la probabile origine all’impiego di sistemi di intelligenza artificiale privi del necessario controllo umano.

Il Collegio utilizza un’espressione destinata a suscitare attenzione: «allucinazione informatica». Ma la sentenza non si limita a registrare il fenomeno. Ne individua le conseguenze processuali, ne valuta l’incidenza sulla responsabilità del difensore e spiega perché la citazione di precedenti inesistenti costituisca un indice di particolare gravità nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso.

Il precedente che non c’era: la Cassazione affronta le «allucinazioni informatiche» negli atti processuali. Nota a Cass. pen., Sez. III, 11 giugno 2026 (dep. 22 giugno 2026), n. 23006 Leggi tutto »

AI Act e Digital Omnibus 2026: nuove scadenze, obblighi confermati dal 2 agosto 2026 e cosa cambia per avvocati e imprese

Luca Frabboni – Maat Srl


Il calendario applicativo dell’AI Act è stato oggetto di un rilevante intervento di correzione attraverso il pacchetto noto come Digital Omnibus on AI. L’obiettivo dichiarato delle istituzioni europee è quello di rendere più sostenibile l’attuazione del Regolamento (UE) 2024/1689, evitando che imprese, autorità nazionali, organismi notificati e professionisti si trovino a dover applicare obblighi complessi in assenza di standard armonizzati, linee guida operative e strumenti tecnici sufficientemente maturi.

Il punto essenziale, tuttavia, deve essere chiarito subito: il Digital Omnibus non sospende l’AI Act e non ne modifica l’impianto generale. Il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale resta fondato su un approccio basato sul rischio, con divieti per le pratiche considerate inaccettabili, obblighi specifici per i sistemi ad alto rischio, regole di trasparenza per determinate applicazioni e prescrizioni particolari per i modelli di IA per finalità generali.

La modifica incide soprattutto sul calendario degli obblighi relativi ai sistemi ad alto rischio, rinviando alcune scadenze originariamente previste per il 2026 e il 2027. Rimangono invece centrali le scadenze già maturate e quelle confermate in materia di trasparenza, alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale, modelli GPAI, responsabilità professionale, protezione dei dati e corretto utilizzo degli strumenti di IA nei rapporti con clienti, utenti e pubblico.

Per avvocati, studi professionali, imprese e consulenti, il messaggio operativo è quindi chiaro: alcune attività di compliance potranno essere pianificate con maggiore gradualità, ma l’adeguamento all’AI Act non può essere rinviato in blocco.

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