La Cassazione torna sul domicilio digitale: nulla la notifica in cancelleria se c’è l’indicazione della PEC

La Corte di Cassazione, sez. I Civile, con la sentenza del 10 aprile 2019, n. 10102, ha dichiarato nulla la notifica effettuata presso la cancelleria della Corte e non all’indirizzo PEC indicato dal difensore del ricorrente, in quanto tale indicazione implicava la necessità della notifica a mezzo posta elettronica certificata.
La Corte conferma il principio enunciato nel 2012 dalle SS.UU., precisamente con la sentenza n. 10143/2012, che aveva affermato che “a partire dalla data di entrata in vigore delle modifiche degli artt. 125 e 366 cod. proc. civ., apportate dalla L. 12 novembre 2011, n. 183, art. 25, esigenze di coerenza sistematica e d’interpretazione costituzionalmente orientata inducono a ritenere che la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria, innanzi alla quale è in corso il giudizio, ai sensi del R.D. n. 37 del 1934, art. 82, consegue soltanto ove il difensore, non adempiendo all’obbligo prescritto dall’art. 125 cod. proc. civ. per gli atti di parte e dall’art. 366 cod. proc. civ. specificamente per il giudizio di cassazione, non abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine”.
Data la nullità della notifica il controricorso viene dichiarato inammissibile, con condanna del controricorrente alla refusione delle spese di lite.

Seguici e condividi sui social: