Avviso: rallentamenti servizi PEC

Si comunica che a partire dalla giornata di ieri sono stati verificati alcuni rallentamenti nella ricezione dei messaggi di posta elettronica certificata (P.E.C.).

I messaggi relativi alle ricevute di avvenuta consegna e agli esiti dei controlli automatici perverranno con il completo ripristino del servizio.

In attesa della ricezione della ricevuta, non è necessario effettuare nuovamente il deposito.

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Interruzione servizi informatici settore civile modifiche correttive ed evolutive – Giugno 2019

Si comunica che, al fine di consentire l’installazione di modifiche correttive ed evolutive sui sistemi del civile si procederà alla interruzione degli stessi con le seguenti modalità temporali:

  • per tutti gli uffici giudiziari dei distretti di Corte di Appello di Campobasso, Bari e Lecce dalle ore 14:00 del giorno venerdì 7 giugno e sino, presumibilmente, alle ore 08:00 del giorno lunedì 10 giugno c.a.
  • per tutti gli uffici giudiziari degli altri distretti di Corte di Appello, compresi i giudici di pace, ed il Portale dei Servizi Telematici dalle ore 17:00 del giorno venerdì 7 giugno e sino, presumibilmente, alle ore 08:00 del giorno lunedì 10 giugno c.a.

Si precisa che, durante l’esecuzione delle attività di manutenzione, rimarranno attivi i servizi di posta elettronica certificata e saranno, quindi, disponibili le funzionalità relative al deposito telematico da parte degli avvocati, dei professionisti e degli altri soggetti abilitati esterni anche se i messaggi relativi agli esiti dei controlli automatici potrebbero pervenire solo al riavvio definitivo di tutti i sistemi.
Durante le summenzionate interruzioni programmate non sarà pertanto possibile consultare i fascicoli degli uffici dei distretti coinvolti dal fermo dei sistemi.

Per tutti gli utenti “interni” (Magistrati e cancellieri), durante il periodo di interruzione dei sistemi, non sono disponibili i registri di cancelleria e quindi, per i cancellieri, non sarà possibile procedere all’aggiornamento dei fascicoli, all’invio dei biglietti di cancelleria e all’accettazione dei depositi telematici, mentre non sarà possibile aggiornare i dati dei fascicoli sulla Consolle del Magistrato e sulla Consolle del PM.

Si rammenta che l’attività di manutenzione del Portale dei Servizi Telematici renderà indisponibili tutti i servizi informatici del settore civile e, in particolare:

  • l’aggiornamento (anche da fuori ufficio) della consolle del magistrato;
  • Il deposito telematico di atti e provvedimenti da parte dei magistrati;
  • tutte le funzionalità del portale dei servizi telematici;
  • tutte le funzioni di consultazione da parte dei soggetti abilitati esterni;
  • i pagamenti telematici compreso il pagamento del contributo di pubblicazione di un’inserzione sul Portale delle Vendite.

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PAT: via a Telegram per la chiamata in udienza con un messaggio sullo smartphone

Da giovedì 6 giugno p.v. la VI sezione del Consiglio di Stato sperimenterà il progetto “in udienza con un messaggio”.
Tale sperimentazione, che coinvolgerà progressivamente le altre sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato e poi quelle dei TAR, permetterà ai professionisti di essere informati sullo stato dell’udienza (per es. sul numero di chiamata in corso) attraverso il canale Telegram “CDS_Sezione_Sesta”.
Si tratta di un’applicazione di messaggistica istantanea analoga ad altre presenti sul mercato (tra cui ad esempio WhatsApp).

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PPT: nel procedimento per la convalida del DASPO la memoria difensiva può essere trasmessa a mezzo pec

La Corte di Cassazione, sez. III Penale, con la sentenza del 30 aprile 2019, n. 17844 ha ritenuto validamente trasmessa la memoria difensiva inoltrata dal ricorrente a mezzo posta elettronica certificata.
Nel caso di specie il GIP aveva convalidato il DASPO non considerando tale memoria, nonostante fosse stata trasmessa entro il termine di 48 ore dalla notifica del provvedimento comminato dal Questore, in quanto  “non è pervenuta a questo Giudice alcuna deduzione difensiva da parte dell’interessato” in quanto la memoria è “pervenuta all’attenzione di
questo giudice in data 23.7.2018 allorché era già decorso il termine per provvedere avendo il difensore depositato memoria via pec in giorno festivo in assenza di personale di cancelleria addetto alla ricezione atti esterni”
.
La Corte, dopo una ricostruzione della fattispecie, evidenzia come la normativa non preveda che gli atti debbano essere depositati materialmente in cancelleria e pertanto, pur riconoscendo l’esistenza di contrasti in giurisprudenza, ritiene di dar seguito al principio secondo il quale, data l’estrema ristrettezza dei termini previsti per gli adempimenti, per “garantire il regolare esercizio del diritto di difesa” è ammissibile “l’utilizzo del mezzo di trasmissione, peraltro di sicura affidabilità quanto alla provenienza ed alla intervenuta ricezione, costituito dalla posta elettronica certificata”.

La Cassazione torna sul domicilio digitale: nulla la notifica in cancelleria se c’è l’indicazione della PEC

La Corte di Cassazione, sez. I Civile, con la sentenza del 10 aprile 2019, n. 10102, ha dichiarato nulla la notifica effettuata presso la cancelleria della Corte e non all’indirizzo PEC indicato dal difensore del ricorrente, in quanto tale indicazione implicava la necessità della notifica a mezzo posta elettronica certificata.
La Corte conferma il principio enunciato nel 2012 dalle SS.UU., precisamente con la sentenza n. 10143/2012, che aveva affermato che “a partire dalla data di entrata in vigore delle modifiche degli artt. 125 e 366 cod. proc. civ., apportate dalla L. 12 novembre 2011, n. 183, art. 25, esigenze di coerenza sistematica e d’interpretazione costituzionalmente orientata inducono a ritenere che la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria, innanzi alla quale è in corso il giudizio, ai sensi del R.D. n. 37 del 1934, art. 82, consegue soltanto ove il difensore, non adempiendo all’obbligo prescritto dall’art. 125 cod. proc. civ. per gli atti di parte e dall’art. 366 cod. proc. civ. specificamente per il giudizio di cassazione, non abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine”.
Data la nullità della notifica il controricorso viene dichiarato inammissibile, con condanna del controricorrente alla refusione delle spese di lite.