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Processo Amministrativo Telematico: rimesso in termini il ricorrente che notifica all’indirizzo PEC non censito nel pubblico elenco

Il TAR Molise, con l’ordinanza n. 420 del 13 novembre 2017, rimette in termini per errore scusabile il ricorrente che abbia notificato il ricorso a mezzo PEC utilizzando un indirizzo diverso da quello pubblicato nel Registro PP.AA. di cui all’art. 16 comma 12 del DL 179/2012 conv. L. 221/2012.

Nel caso di specie, il ricorrente aveva notificato il proprio ricorso all’Avvocatura dello Distrettuale dello Stato presso l’indirizzo PEC pubblicato sul sito dell’Avvocatura, facendo affidamento sulla circostanza che in altri giudizi, pendenti avanti al medesimo TAR Molise, l’amministrazione si era ritualmente costituita, pur a fronte di ricorsi notificati presso l’indirizzo PEC non censito nel pubblico elenco.

Proprio tale affidamento è stato tutelato dal TAR Molise che, nel provvedimento in esame, pur muovendo le mosse
dall’obbligo posto dalla vigente normativa, secondo cui le notifiche telematiche alle PA non costituite in giudizio devo essere effettuate esclusivamente all’indirizzo PEC estratto dal Registro PP.AA., giunge alla conclusione di accogliere l’istanza di rimessione in termini formulata da parte ricorrente.

E ciò in quanto, sostiene il Tribunale, deve ritenersi errore scusabile la notifica presso un indirizzo PEC non censito in un pubblico elenco quando tale indirizzo risulti, come nel caso di specie, pubblicato sul sito internet dell’Amministrazione, senza recare l’espressa precisazione di utilizzabilità di tale indirizzo unicamente per le comunicazioni differenti dalla notifica di atti giudiziari ex L. 53/1994. Il che ha senz’altro generato nel ricorrente un legittimo affidamento, fortificato appunto dalle precedenti costituzioni in giudizio dell’Amministrazione intimata.

Ne segue che “il legittimo mutamento della strategia processuale dell’Avvocatura dello Stato, che ha deciso di non costituirsi più nei giudizi in cui venga eseguita la notifica del ricorso introduttivo presso l’indirizzo PEC relativo ad attività diverse dalla rappresentanza processuale, non può produrre fin da subito le gravi conseguenze connesse all’invalidità della notifica stessa, pena la violazione del principio di lealtà processuale, quanto meno fino a quando non venga modificato il sito web dell’Avvocatura medesima in modo da rendere chiaro a tutti gli utenti che l’indirizzo PEC impiegato dalla parte ricorrente nell’odierno giudizio non è utilizzabile per la notifica degli atti processuali a cui è, invece, destinato un altro indirizzo PEC”.

 

Approfondimenti

TAR Molise, sez. I, ordinanza n. 420/17 – link

 

Processo Amministrativo Telematico: modificato il decreto sulla sinteticità degli atti

Il decreto del Presidente del Consiglio di Stato del 16 ottobre 2017, n. 127, ha modificato gli artt. 3 comma 3 e 6 comma 2 del Decreto del 23 dicembre 2016, n. 167 del Segretario Generale della Giustizia Amministrativa recante la “disciplina dei criteri di redazione e dei limiti dimensionali dei ricorsi e degli altri atti difensivi nel processo amministrativo”.

Innanzitutto è stato modificato il comma 3 dell’art. 3, relativo ai “limiti dimensionali degli atti processuali di parte”. L’articolo, come modificato dall’art. 1 comma 1 lett. a) del decreto 127/2017, ora prevede che “i limiti dimensionali di cui al comma 1 – limiti dimensionali differenziati a seconda del rito di riferimento – si applichino anche alle memorie di replica“.

La seconda modifica riguarda il comma 2 dell’art. 6, relativo all’istanza per l’autorizzazione al superamento dei limiti dimensionali. L’articolo, come modificato dall’art. 1 comma 1 lett. b) del decreto 127/2017, ora prevede che tale istanza, che dovrà essere adeguatamente motivata, possa essere presentata anche autonomamente, senza necessità di formulare la stessa in calce allo schema di ricorso.

Approfondimenti
Link

 

Processo Amministrativo Telematico: dal 1° novembre 2017 anche il contributo unificato diventa telematico

Il portale della Giustizia amministrativa rende noto che dal 1° novembre entra in vigore la nuova modalità di pagamento del contributo unificato, prevista dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 27 giugno 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.167 del 19 luglio 2017: il contributo unificato dovrà pertanto essere pagato tramite il sistema dei versamenti unitari (di cui agli artt. 17 ss del d.lgs. 241/1997) mediante modello F24 Elide da presentarsi esclusivamente con le modalità telematiche rese disponibili dall’Agenzia dell’Entrate.

 

Viene così data concreta attuazione all’art. 192, comma 2, del d.p.r. n. 115/2002 (come modificato dall’art. 7 del D.L. 31 agosto 2016, n. 168), che, demanda ad un apposito decreto ministeriale l’individuazione delle modalità per il pagamento telematico del contributo unificato dovuto per i giudizi dinanzi al Giudice Amministrativo, nonché per i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica e al Presidente della Regione Sicilia, come segnalato con la news del 31 luglio.

 

La nuova modalità si applica a tutti i ricorsi depositati successivamente al 1° novembre. Dalle istruzioni pubblicate sul portale si apprende che le modalità tradizionali (marca lottomatica, posta, f23, cartella esattoriale) rimarranno disponibili fino al 31 dicembre 2017 per consentire di inserire pagamenti eseguiti prima dell’entrata in vigore della nuova modalità, che dal 1° gennaio 2018 sarà, dunque, l’unica utilizzabile.

 

Sul portale della Giustizia Amministrativa, è stata creata l’apposita sezione “contributo unificato, con le istruzioni, le tabelle codici tributo e ufficio e la Risoluzione 12 ottobre 2017 n. 123 /E dell’Agenzia delle entrate.

 

Approfondimenti

Decreto Ministero dell’economia e delle finanze 27 giugno 2017 (G.U. 167 del 19-7-2017) – LINK

Portale della Giustizia Amministrativa, sezione Contributo Unificato – LINK

Istruzioni – PDF

Tabella codici tributo – PDF

Tabella codici ufficio – PDF

Risoluzione 12 ottobre 2017 n. 123 /E dell’Agenzia delle entrate – PDF

 

PAT: Manutenzione programmata SIGA del 13 ottobre

Fonte – Giustizia Amministrativa 10 ottobre 2017

Si avvisa che a causa di un fermo del SIGA, previsto dalle ore 19.00 alle ore 24.00 di venerdì 13 ottobre p.v., determinato da interventi sulle strutture informatiche della Giustizia Amministrativa, potrebbero verificarsi ritardi nell’invio della cd. 3° PEC.

Non sarà, inoltre, possibile nelle ore di fermo, effettuare i depositi tramite upload.

Link all’articolo