PAT: tardivo il deposito telematico se non viene prodotta la copia del ricorso

Il TAR Lazio, sez. II, sentenza n. 3767/2019, depositata il 21 marzo, ribadisce l’irricevibilità del ricorso depositato tardivamente.

Nel caso di specie, perfezionatasi la notifica nei confronti dei controinteressati in data 27 ottobre 2018, il ricorrente, trattandosi di giudizio in materia di silenzio, provvedeva al tempestivo deposito – in data 2 novembre 2018 – del solo fogliario del ricorso, depositando solo successivamente – in data 21 novembre 2018 (e dunque ben oltre il termine dimidiato di 15 giorni) il ricorso peraltro privo delle cartoline di ricevimento e dell’asseverazione di conformità della procura.

E ciò nonostante gli avvisi di cortesia inoltrati al ricorrente dalla Direzione di Segreteria, che aveva in più occasioni segnalato al difensore il mancato inserimento nel sistema del processo amministrativo telematico della copia del ricorso.

Il Tribunale, rilevata la tardività del deposito, dichiara il ricorso irricevibile, a nulla valendo i tentativi del ricorrente che aveva chiesto la rimessione in termini per regolarizzare il deposito della procura alle liti e delle ricevute di notifica. Con riguardo a tali profili (pur rimasti assorbiti dal rilievo della tardività del ricorso), il Tribunale così si esprime: “il mancato rispetto delle forme prescritte per il deposito in forma telematica […], secondo il più recente orientamento giurisprudenziale, non sono neppure suscettibili di essere regolarizzate, stante l’ormai entrata “a regime” del PAT.” Tale questione – trattata dal Tar Lazio incidenter tantum – dovrebbe essere ora risolta diversamente, alla luce della più recente pronuncia del Consiglio di Stato che si è espressa nell’opposto senso di considerare eventuali irregolarità formali sanabili in base al principio del raggiungimento dello scopo (Consiglio di Stato, sentenza 1 aprile 2019, n. 2126)

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