La Cassazione non si pronuncia sulla validità della notifica se in giudizio non viene prodotta la copia del Registro Pubblico (da cui è stato estratto l’indirizzo pec del destinatario)

La Cassazione civile, Sez. VI, con l’ordinanza 5 aprile 2019, n. 9562, ribadisce la nullità della notifica effettuata a un indirizzo pec non censito nel Registro Generale degli indirizzi elettronici.
Richiama due sentenze del 2018 (Cass. 11 maggio 2018, n. 11574 e, in senso conforme, Cass. 25 maggio 2018, n. 13324), secondo cui “in tema di notificazione a mezzo PEC, ai sensi del combinato disposto dell’art. 149 bis c.p.c. e dell’art. 16 ter del d.l. n. 179 del 2012, introdotto dalla legge di conversione n. 221 del 2012, l’indirizzo del destinatario al quale va trasmessa la copia informatica dell’atto è, per i soggetti i cui recapiti sono inseriti nel Registro generale degli indirizzi elettronici gestito dal Ministero della giustizia (Reginde), unicamente quello risultante da tale registro. Ne consegue, ai sensi dell’art. 160 c.p.c., la nullità della notifica eseguita presso un diverso indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario”.
Nel caso di specie, la Corte di Cassazione contesta al ricorrente la carenza di specificità del motivo relativo alla validità della notifica eseguita via PEC: non è infatti sufficiente, secondo la Corte, affermare che la notifica è valida, essendo necessario che il ricorrente precisi che l’indirizzo del destinatario è stato estratto dal ReGindE e produca in giudizio “copia di detto registro”. Espressione – quest’ultima – che non può che ritenersi riferita allo screenshot del Registro Pubblico da cui è stato estratto l’indirizzo PEC del destinatario.