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AnoniMAAT: la migliore garanzia per usare in sicurezza l’AI nel tuo studio legale

L’Intelligenza Artificiale rappresenta oggi una leva strategica imprescindibile anche per l’avvocatura. Automazione delle analisi documentali, supporto alla redazione degli atti, ricerca giurisprudenziale avanzata: le opportunità sono evidenti. Tuttavia, accanto ai benefici, emerge una criticità centrale e non eludibile per ogni professionista del diritto: come utilizzare strumenti di IA senza compromettere il segreto professionale e senza violare il GDPR.

Il nodo non è teorico, ma estremamente pratico. Ogni caricamento di atti, pareri, contratti o provvedimenti contenenti dati personali – spesso dati particolari o giudiziari – su piattaforme esterne espone lo studio legale a rischi rilevanti sotto il profilo deontologico, civilistico e sanzionatorio. In questo contesto, l’anonimizzazione non può essere ridotta a una semplice operazione manuale di “cerca e sostituisci”: si tratta, al contrario, di un processo tecnico complesso, che richiede l’applicazione rigorosa di algoritmi idonei a garantire l’irreversibilità del dato e la resistenza a possibili tentativi di re-identificazione.

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La legge in tasca: arriva l’app ufficiale di Normattiva

La normativa italiana diventa davvero “a portata di mano”. È stata pubblicata l’app ufficiale Normattiva, disponibile gratuitamente per dispositivi Android e iOS, che permette di consultare tutte le leggi dello Stato direttamente da smartphone o tablet.

Realizzata nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi, l’app rappresenta un nuovo passo nel percorso di digitalizzazione e trasparenza della pubblica amministrazione.

Tutta la normativa, ovunque ti trovi

Con l’app Normattiva si può:

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Approvazione definitiva del Disegno di Legge n. 1146: l’Italia si dota della prima legge quadro sull’intelligenza artificiale

di Luca Frabboni – Maat Srl


Con 77 voti favorevoli, 55 contrari e 2 astenuti, il Senato della Repubblica ha definitivamente approvato nella seduta del 17 settembre 2025 il Disegno di Legge n. 1146 recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, sancendo l’ingresso dell’ordinamento italiano nell’era della regolamentazione sistematica dell’intelligenza artificiale.

Il percorso parlamentare

L’iter legislativo si è articolato attraverso un complesso procedimento di navette parlamentari che ha richiesto tre letture:

  • Prima lettura al Senato: approvazione del 20 marzo 2025 con l’introduzione di significative modificazioni al testo governativo originario;
  • Seconda lettura alla Camera: approvazione del 25 giugno 2025 con ulteriori emendamenti che hanno comportato la necessità di un nuovo passaggio senatoriale;
  • Terza lettura e approvazione definitiva al Senato: 17 settembre 2025, che ha concluso l’iter legislativo.

Il provvedimento, presentato dal Governo Meloni e firmato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, è ora pronto per la promulgazione presidenziale e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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Decreto Legge 117/2025. Giustizia: proroghe a cascata, il Governo “congela” le riforme per il PNRR

Proroghe Giustizia 2025: il decreto del Governo interviene su Tribunale Famiglia, giudici di pace e tribunali locali, rimandando riforme cruciali per non distrarre risorse dagli obiettivi del PNRR

Il Governo, in data 8 agosto 2025, ha approvato il Decreto Legge n. 117/2025 – Misure urgenti in materia di Giustizia che introduce una serie di proroghe significative nel sistema giudiziario italiano. L’obiettivo dichiarato è chiaro: posticipare l’entrata in vigore di riforme strutturali per concentrare tutte le risorse e il personale sul raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) entro la scadenza cruciale del 30 giugno 2026. Questo provvedimento, contenuto principalmente nell’articolo 6 del decreto, incide su ambiti cruciali, dal nuovo Tribunale della Famiglia alla riforma della magistratura onoraria e alle competenze dei giudici di pace.

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Opposizione a Decreto Ingiuntivo dopo la Riforma Cartabia: Cosa è Cambiato e Cosa No

La Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) ha introdotto un rito civile più snello, ma ha lasciato invariati alcuni passaggi chiave del procedimento monitorio e dell’opposizione. È fondamentale distinguere le novità reali dalle prassi e dalle interpretazioni errate, per non commettere errori procedurali che potrebbero compromettere la difesa.

Ecco i punti fondamentali, spiegati con chiarezza ed esempi pratici.

 La Forma dell’Opposizione: Si usa ancora l’Atto di Citazione

Contrariamente a quanto si possa pensare, la Riforma Cartabia non ha modificato la forma dell’opposizione a decreto ingiuntivo. L’atto introduttivo per proporre opposizione rimane l’atto di citazione. La confusione può nascere dal fatto che il rito ordinario è stato uniformato al rito semplificato di cognizione che si avvia con ricorso. Tuttavia, l’art. 645 c.p.c. non è stato alterato su questo punto e prevede esplicitamente che “l’opposizione si propone con atto di citazione”.

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