A seguito della sospensione "temporanea" della consultazione dell'archivio di merito, l'Unione Lombarda degli Ordini Forensi, con la delibera in data 17 marzo 2018, invita formalmente il Ministero della Giustizia e la Direzione Generale per i sistemi informativi automatizzati (DGSIA) a ripristinare al più presto, nel distretto della Corte d’Appello di Milano, le funzioni di ricerca “archivio giurisprudenziale” precedentemente attive.
 
Nella delibera, l'ULOF esplicita le - senz'altro condivisibili - ragioni della richiesta di ripristino del servizio.
 
Ragioni che si rinvengono, innanzitutto, nel carattere pubblico delle sentenze e nel fatto che l’accesso al servizio “archivio giurisprudenziale” avviene previa autenticamente "forte" da parte di soggetti abilitati e in primis avvocati.
 
Senza contare che - continua l'ULOF - la pubblicazione delle sentenze non viola il D.Lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) che, anzi, all'art. 51, comma 2, prevede esplicitamente "l'accessibilità" delle sentenze e delle altre decisioni dell'autorità giudiziaria di ogni ordine e grado "anche attraverso il sistema informativo e il sito istituzionale della medesima autorità nella rete Internet, osservando le cautele previste dal presente capo.”
 
Segue l’art. 52, comma 1, del medesimo D.Lgs. 196/2003 a tenore del quale “Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni concernenti la redazione e il contenuto di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali dell'autorita' giudiziaria di ogni ordine e grado, l'interessato puo' chiedere per motivi legittimi, con richiesta depositata nella cancelleria o segreteria dell'ufficio che procede prima che sia definito il relativo grado di giudizio, che sia apposta a cura della medesima cancelleria o segreteria, sull'originale della sentenza o del provvedimento, un'annotazione volta a precludere, in caso di riproduzione della sentenza o provvedimento in qualsiasi forma, per finalita' di informazione giuridica su riviste giuridiche, supporti elettronici o mediante reti di comunicazione elettronica, l'indicazione delle generalita' e di altri dati identificativi del medesimo interessato riportati sulla sentenza o provvedimento.
 
Il tutto fatto salvo il divieto di diffusione previsto, dal medesimo art. 52, comma 5, in relazione alle parti nei procedimenti  in  materia  di  rapporti  di famiglia e di stato delle persone e quello relativo a sentenze e provvedimenti giurisprudenziali, contenenti le generalità, altri dati identificativi o altri dati anche relativi a terzi, dai quali possa desumersi  anche indirettamente, l'identita' di minori.
 
Al di là delle eccezioni normativamente previste che sottendono speciali esigenze di tutela, non è quindi comprensibile - conclude l'ULOF - "la negata pubblicazione della sentenza, soprattutto nei casi in cui l’interessato non espliciti la richiesta di cui all’art. 52 c. 1 D. Lgs. 196/2003".
 
Ne segue che nessuna motivazione circa presunti problemi di riservatezza può essere addotta, a maggior ragione alla luce della delibera adottata dall'ULOF, a giustificazione della sospensione della funzione "archivio giurisprudenziale" che costituisce un utile e legittimo strumento a disposizione dei difensori, anche ai fini della conoscibilità e prevedibilità delle decisioni di merito nonché per il consolidamento di orientamenti giurisprudenziali condivisi, anche in ottica deflattiva del contenzioso giudiziale. 
 
L'auspicio è quindi che il servizio venga al più presto ripristinato e non solo con riferimento al distretto della Corte d'appello di Milano, cui si limita, per evidenti ragioni di competenza, l'invito dell'Unione Lombarda degli Ordini Forensi. 
 
Per approfondimenti: 
 
 
 
Il 23 marzo 2018, dalle ore 15.30 alle ore 18.30, presso la Sala Ulisse dell'Hilton Sorrento Palace, l'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata organizza il convegno:
 
I NUOVI ADEMPIMENTI DELL’AVVOCATO TELEMATICO: archiviazione e conservazione sostitutiva dei messaggi PEC
 
Saluti:
- Avv. Gennaro Torrese - Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata
- Dott. Ernesto Aghina - Presidente del Tribunale di Torre Annunziata
 
Coordina:
Avv. Pasquale Damiano - Consigliere Segretario e referente per l'informatica Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata
 
Introduce:
- Dott. Luigi Pentangelo - Magistrato dirigente II Sezione Civile del Tribunale di Torre Annunziata. Magrif settore civile.
 
Relazioni:
- Notifiche in proprio a mezzo PEC e attestazioni di conformità
Avv. Daniela Muradore (Commissione Informatica Ordine Avvocati Milano)
 
- La giurisprudenza di legittimità sulle notificazioni telematiche. Gli adempimenti dell'avvocato difensore: la conservazione a norma dei messaggi di posta elettronica certificata tra opportunità e obbligo.
Dott. Filippo Pappalardo (Referente PCT dell'Unione Lombarda Ordini Forensi)
 
Nel corso della sessione un incaricato di Open Dot Com illustrerà l’operatività delle nuove funzioni di Consolle Avvocato ®
 
La partecipazione all’evento consente l’attribuzione di n. 3 crediti formativi in materia obbligatoria
 
 

Fonte: Portale dei Servizi Telematici - 19 marzo 2018

Si comunica che oggi 19 marzo 2018, a partire dalle ore 17:00 e fino alle ore 18:00, saranno indisponibili i servizi del Portale Vendite Pubbliche causa attività di manutenzione programmate.

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L'Ordine degli Avvocati di Milano parteciperà al Progetto Pro-CODEX, finanziato dalla Direzione Generale della Giustizia della Commissione Europea, ed effettuerà i test per l'utilizzo e il funzionamento del decreto ingiuntivo europeo tra l'Italia e l'Austria.
L'obiettivo del progetto comunitario è l'interoperabilità tra le applicazioni utilizzate dai professionisti del diritto nei diversi Stati membri della comunità per "interfacciarsi con l’infrastruttura nazionale di giustizia elettronica": tale interoperabilità potrà essere raggiunta solo rendendo pubblici gli standard adottati.
La possibilità di depositare telematicamente un ricorso per decreto ingiuntivo europeo verrà inserita in Consolle Avvocato® e potrà essere introdotta in tutti gli altri applicativi che vorranno implementarne il servizio sulla base delle specifiche individuate dal Ministero della Giustizia.
 
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