Corte di Cassazione: se il provvedimento è digitale, il termine di impugnazione decorre dal deposito in Cancelleria

La Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza n. 10365/19, depositata il 12 aprile, torna ad occuparsi della decorrenza del termine per impugnare un provvedimento.

Nel caso in esame il decreto di accoglimento della domanda di equa riparazione, redatto e depositato telematicamente dal giudice il 12.05.2016, era stato “scaricato” dalla cancelleria, e quindi reso disponibile alle parti, solo il 27.05.2016. Ne segue che la notifica effettuata il 27.06.2016 deve considerarsi tempestiva perché rispetta il termine di trenta giorni dal deposito in cancelleria del provvedimento.

La Corte, aderendo a una costante giurisprudenza,  evidenzia come “sebbene l’art. 5, comma 2, della legge n. 89 del 2001 preveda che il decreto diventi inefficace qualora la notificazione non sia eseguita nel termine di trenta giorni dal deposito in cancelleria del provvedimento, deve ritenersi che tale termine decorra, in realtà, dalla comunicazione del decreto stesso alla parte ricorrente.”

Inoltre ribadisce che “più in generale, si è anche spiegato come, in tema di redazione del provvedimento in formato elettronico, la relativa data di pubblicazione, ai fini del decorso del termine di impugnazione, coincide non già con quella della sua trasmissione alla cancelleria da parte del giudice, bensì con quella dell’attestazione del cancelliere, giacché è solo da tale momento che la sentenza diviene ostensibile agli interessati (Cass. Sez. 2 , 09/10/2018, n. 24891).