Intelligenza artificiale e giustizia tributaria: innovare senza delegare la decisione
di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio
L’intelligenza artificiale si prepara a entrare anche nella giustizia tributaria, secondo un’impostazione che pone al centro la responsabilità del giudice. La tecnologia potrà agevolare la ricerca, l’analisi e l’organizzazione del lavoro giudiziario; non potrà, invece, sostituire il magistrato nell’interpretazione della legge, nella valutazione dei fatti e delle prove e nell’adozione della decisione.
Un primo quadro istituzionale è stato tracciato dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria con la delibera n. 275 del 3 marzo 2026, che ha approvato le prime raccomandazioni sull’impiego dell’intelligenza artificiale nel settore.
Il Consiglio ha inoltre autorizzato l’avvio delle interlocuzioni con il Dipartimento della Giustizia Tributaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il Tavolo tecnico informatico istituito con la delibera n. 60/2024. È quindi più corretto parlare di avvio della definizione di un protocollo operativo, destinato a tradurre le linee guida in criteri e procedure applicative, e non di un protocollo già formalmente sottoscritto.
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