La sicurezza informatica nello studio legale
di Luca Frabboni
Esperto in informatica giuridica e giudiziaria Maat Srl
Professionisti e PMI maggiormente a rischio
Le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione, spesso identificate con la sigla inglese ICT (Information and Comunication Tecnology), sono e saranno sempre di più uno strumento fondamentale per il professionista o l’Impresa, qualunque sia il settore in cui si opera e indipendentemente dalla dimensione dell’azienda. L’utilizzo più o meno estensivo dell’ICT richiede di pari passo che sia gestita ed amministrata la sicurezza informatica di tutta l’infrastruttura e dei dati ivi conservati.
Nell’era della dematerializzazione e dell’obbligatorietà del processo telematico, per uno studio legale di qualsivoglia dimensione è fondamentale preservare l’archivio informatico contenente le proprie pratiche ed atti, senza dimenticare l’importanza di mantenere i propri strumenti informatici pienamente operativi ed efficienti.
Professionisti e PMI, in particolare costituiscono un bersaglio molto invitante per criminali informatici e non solo. Rispetto alla realtà più grandi e strutturate, ove sono quasi sempre presenti responsabili IT e competenze specifiche, i dati informatici di professionisti e PMI spesso sono meno al sicuro e protetti, soprattutto per la scarsa consapevolezza dei rischi che si corrono e dei danni che si possono subire. E’ tuttora diffusa la falsa convinzione che le grandi aziende siano più appetibili ai pirati informatici, rispetto alle realtà più piccole e, pertanto, non ci si considera a rischio. La realtà è purtroppo diversa. Un sondaggio realizzato nel 2014 da PriceWaterHouseCoopers indica che il 60% delle PMI ha subito un attacco o una violazione della sicurezza informatica. Lo stesso Security Breaches Survey 2014 attesta poi in 7-10 giorni i tempi medi necessari all’azienda per ritornare pienamente operativa dopo l’evento.
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