di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio
Il Processo Amministrativo Telematico compie un ulteriore passo verso la piena digitalizzazione delle attività processuali. Con decreto del 23 aprile 2026, il Segretario Generale della Giustizia Amministrativa ha fissato i nuovi limiti dimensionali applicabili ai depositi effettuati tramite Formweb, il sistema destinato a diventare il canale ordinario per il deposito degli atti nel PAT.
L’intervento si colloca nel solco della riforma introdotta dal d.P.C.S. 9 maggio 2025, che ha modificato le regole tecnico-operative del processo amministrativo telematico previste dal decreto del Presidente del Consiglio di Stato del 28 luglio 2021, introducendo proprio il Formweb quale nuovo strumento di deposito digitale.
La novità ha una rilevanza tutt’altro che marginale per avvocati amministrativisti, enti pubblici e operatori del settore, perché interviene direttamente sulla gestione pratica dei fascicoli telematici e sulle modalità di caricamento degli allegati processuali.
Il nuovo assetto del PAT
Il fondamento normativo del Processo Amministrativo Telematico resta quello delineato dall’art. 13 dell’Allegato 2 al Codice del Processo Amministrativo (D.Lgs. n. 104/2010), che demanda alle regole tecnico-operative la disciplina concreta delle modalità telematiche di svolgimento degli adempimenti processuali.
Su tale base si è sviluppata nel tempo l’architettura tecnica del PAT, dapprima fondata prevalentemente sul deposito via PEC e successivamente evoluta verso sistemi di caricamento diretto tramite portale.
Con il d.P.C.S. 9 maggio 2025 il legislatore regolamentare ha introdotto il Formweb, destinato progressivamente a sostituire il modello tradizionale fondato sulla PEC. Dal 1° febbraio 2026, infatti, il deposito tramite Formweb diventerà la modalità ordinaria, mentre l’utilizzo della posta elettronica certificata sarà relegato alle sole ipotesi residuali di comprovate ragioni tecniche.
Il potere attribuito al Segretario Generale
Il decreto del 2026 trova il proprio fondamento nell’art. 2, comma 4, del d.P.C.S. 9 maggio 2025, disposizione che attribuisce al Segretario Generale della Giustizia Amministrativa il potere di stabilire, con proprio decreto, i limiti dimensionali dei file allegati ai depositi telematici.
La ratio della norma è evidente: consentire un adeguamento rapido e flessibile dei parametri tecnici del sistema informatico senza dover intervenire ogni volta sulle regole tecnico-operative generali.
Il provvedimento del 23 aprile 2026 si inserisce quindi in quella componente tecnico-organizzativa che da sempre caratterizza il PAT, dove l’efficienza dell’infrastruttura digitale assume un ruolo centrale per il corretto funzionamento della giurisdizione amministrativa.
I nuovi limiti dimensionali del Formweb
Il decreto stabilisce tre parametri fondamentali.
Innanzitutto, la dimensione complessiva dei file caricati tramite Formweb non potrà superare i 300 MB. Viene inoltre fissato un limite massimo di 50 file per singolo deposito. Infine, ciascun file allegato non potrà avere dimensioni superiori a 300 MB.
La disposizione più interessante, però, è probabilmente quella relativa ai documenti “non suscettibili di frazionamento”.
Il decreto prevede infatti che i file superiori ai 300 MB, qualora non possano essere suddivisi senza comprometterne integrità, leggibilità o valore probatorio, possano essere acquisiti direttamente dagli uffici della sede giurisdizionale competente.
Si tratta di una previsione particolarmente importante nella pratica del contenzioso amministrativo, soprattutto nei giudizi caratterizzati da documentazione tecnica particolarmente complessa o voluminosa, come accade frequentemente in materia di urbanistica, edilizia, ambiente, appalti pubblici o consulenze tecniche.
Cosa cambia concretamente per gli avvocati
Dal punto di vista operativo, il nuovo sistema introduce un deciso potenziamento rispetto alla disciplina storica del PAT.
Il precedente decreto del Segretario Generale n. 154 del 23 dicembre 2016 prevedeva infatti limiti nettamente inferiori: 10 MB per il singolo file trasmesso via PEC, 30 MB per i depositi tramite upload e 50 MB complessivi per singola operazione.
Con il Formweb si passa invece a una soglia di 300 MB, segno evidente del rafforzamento infrastrutturale del SIGA e dell’esigenza di adeguare il sistema alla crescente complessità documentale dei fascicoli digitali.
Per gli operatori del diritto amministrativo si tratta di una modifica di rilievo pratico immediato. La gestione degli allegati, delle consulenze tecniche, delle scansioni ad alta definizione e degli elaborati progettuali risulterà sensibilmente più agevole rispetto al passato.
Resta inoltre confermata la possibilità di effettuare depositi frazionati e, nei casi eccezionali, di ricorrere all’acquisizione diretta da parte degli uffici giudiziari.
Considerazioni finali
L’introduzione del Formweb rappresenta una delle innovazioni più significative degli ultimi anni nel Processo Amministrativo Telematico.
Il decreto del 23 aprile 2026 conferma la volontà della Giustizia Amministrativa di superare definitivamente il modello fondato sulla PEC, orientandosi verso un sistema di deposito più moderno, stabile e strutturato.
Per gli avvocati amministrativisti si apre ora una fase di progressivo adattamento operativo, destinata a incidere concretamente sulle modalità di gestione del fascicolo digitale e delle strategie di deposito documentale nel PAT.




