Cassazione, CNF e Procura generale: protocollo di intesa sul formato per l’invio degli atti

Con protocollo del 16 aprile scorso stipulato d’intesa con la Procura Generale e il CNF, la Suprema Corte ha reso il format cui i difensori devono attenersi per inviare gli atti a mezzo PEC alla Cancelleria della Corte.

Il tutto in applicazione del protocollo d’intesa siglato il 9 aprile scorso, in forza del quale i difensori sono invitati, entro 7 giorni dalla comunicazione di fissazione dell’adunanza o udienza camerale, a trasmettere via PEC una sorta di copia informatica di cortesia degli atti precedenti.

Il protocollo onera infatti i difensori di inviare copia informatica – in formato pdf – degli atti processuali del giudizio di cassazione, sia civili che penali, già in precedenza depositati nelle forme ordinarie previste dalla legge (per il civile: ricorso, controricorso, nota di deposito ex art. 372, comma 2, c.p.c., provvedimento impugnato; per il penale: ricorso, motivi nuovi, provvedimento impugnato).

Il tutto a pena di rinvio dell’udienza. Il protocollo precisa infatti che in caso di omesso deposito, la trattazione della causa, già fissata, potrà essere rinviata a nuovo ruolo ove il collegio non fosse in condizione di decidere nella camera di consiglio da remoto.

Al fine di evitare tale conseguenza, viene precisato che ciascuna delle parti processuali ha facoltà di trasmettere tutti gli atti del processo, ivi compresi quelli depositati dalle altre parti.

L’invio dovrà avvenire a mezzo PEC dall’indirizzo risultante da RE.G.IND.E. (ossia dall’indirizzo PEC comunicato dal difensore al proprio Ordine di appartenenza) all’indirizzo PEC della Cancelleria della singola Sezione della Corte di Cassazione, di cui al protocollo 16 aprile 2020.

I files dovranno essere rinonimati secondo il seguente format:
ADUNANZA: GGMMAAAA NRG: XXXXX-AAAA (format per il civile)
UDIENZA: GGMMAAAA NRG: XXXXX-AAAA (format per il penale)

Con le stesse modalità, potranno essere trasmesse le memorie ai sensi degli artt. 380-bis, 380-bis 1 e 380-ter c.p.c, con l’avvertenza che la trasmissione della copia informatica dell’originale cartaceo non sostituisce il deposito nelle forme previste dai codici di rito, civile e penale, e non determina rimessione in termini per le eventuali decadenze già maturate.

Entrambi i protocolli hanno efficacia, salva l’adozione di un nuovo protocollo, fino al 30 giugno 2020 e riguardano esclusivamente le cause la cui trattazione non è sospesa.

 

I protocolli:

Il protocollo Cassazione – Procura Generale – CNF sul format di invio – PDF

Il protocollo Cassazione – Procura Generale – CNF del 9 aprile 2020 – PDF