Agenda Digitale Giustizia 2015: l’utente al centro del cambiamento

Non un semplice convegno, ma quasi una rappresentazione teatrale: così potremmo definire la quinta edizione di Agenda Digitale Giustizia, che si terrà – o, meglio, andrà in scena – il prossimo 13 novembre 2015 al Teatro Comunale di Carpi.

La trama si svolge in tre atti con l’obiettivo di riportare l’Utente al centro del cambiamento. E proprio dall’Utente si parte, dalle sue proposte e dalle sue opinioni sulle recenti innovazioni del PCT. Ma l’innovazione non riguarda solo la Giustizia e l’Italia: durante il secondo atto si darà uno sguardo agli altri settori interessati dall’innovazione e ai sistemi giudiziari dei paesi europei che hanno sperimentato le nuove tecnologie. Si conclude con L’Agenda: con la partecipazione del Ministro della Giustizia, on. Andrea Orlando, si proverà a dare una risposta concreta ad esigenze giuridiche e organizzative.

L’evento è accreditato dal COA di Modena per n. 6 crediti formativi. L’ingresso e’ gratuito previa registrazione. E’ possibile iscriversi al convegno e alle iniziative collegate dal sito di Agenda Digitale Giustizia.

Locandina

 

Interruzione Sistemi Giustizia 30 ottobre – 2 novembre 2015 e nuove funzionalità

 

Come anticipato nel nostro precedente articolo disponibile qui, si conferma che venerdì 30 ottobre 2015 dalle ore 14.00 è prevista l’interruzione degli applicativi  del civile SICI (SICID-SIECIC/PCT) e GL PEC per effettuare il previsto aggiornamento.

Gli utenti lato Giustizia sono invitati ad uscire dai programmi alle ore 13.45  per non perdere i dati sui quali stanno lavorando, mentre per Avvocati e CTU non sarà possibile accedere alla consultazione dei Registri Informatizzati di Cancelleria.

I sistemi saranno nuovamente disponibili, al più tardi, entro le ore 9.00 di  lunedì 2 novembre 2015.

Dal Ministero informano che l’interruzione dei sistemi, alle ore 14.00, si rende necessaria per consentire l’espletamento di  attività tecniche preparatorie dell’infrastruttura e  ampliamento dei volumi disco, attività che, altrimenti, richiederebbero  una ulteriore interruzione.

Nella circolare allegata sono disponibili ulteriori informazioni sull’aggiornamento e maggiori dettagli sulle modiche previste agli applicativi.

Link alla circolare DGSIA

Processo civile telematico – Circolare sugli adempimenti di cancelleria del 23/10/2015

Fonte: Portale dei Servizi Telematici – 23 ottobre 2015

Pubblicata dal Ministero della Giustizia la Circolare 23 ottobre 2015, in tema di adempimenti di cancelleria relativi al Processo Civile Telematico, che aggiorna e sostituisce le precedenti circolari del 27 giugno e 28 ottobre 2014.
Di seguito le principali novità introdotte:
 
  • la copia informale dell’atto introduttivo depositato in modalità telematica a disposizione del presidente del tribunale per la designazione del giudice,
  • le conseguenze, ai fini del versamento del contributo unificato, del passaggio della causa dal registro nel quale è stata iscritta a quello successivamente individuato come pertinente,
  • la domanda di ingiunzione di pagamento europea,
  • l’inserimento nei registri di cancelleria, dell’intero collegio giudicante e di tutti i difensori delle parti,
  • la trasmissione alla Corte d’appello del fascicolo del processo di primo grado, completo degli eventuali atti e verbali redatti su supporto cartaceo e della stampa su carta del registro “storico” del processo.

 

Link all’articolo

Link alla circolare

Processo telematico – Nuove funzionalità disponibili da novembre ed aggiornamento XSD

Fonte: Portale dei Servizi Telematici – 16 ottobre 2015

Sono stati pubblicati dal Ministero della Giustizia gli schemi XSD riguardanti il rilascio di nuove funzionalità spiegate, nel dettaglio, in un documento allegato e raggiungibile al link riportato in calce. Dal 20 ottobre è stato predisposto il sistema di Model Office per l’esecuzione dei test per la verifica degli strumenti messi a disposizione dei professionisti e la data stimata per il loro aggiornamento è il 02/11/2015. 
 
Il Ministero richiama poi l’attenzione delle software house (cui era stato anticipato nell’incontro di luglio 2015) su una precisa specifica ovvero che, a partire dal giorno 02/11/2015, sarà necessario inserire nella busta telematica di deposito il codice che identifica univocamente il software con cui è stato redatto l’atto.
Tale codice, che dovrà essere inserito nel campo X-Mailer dell’header MIME del file relativo alla busta (es. Atto.enc), è costituito da un codice GUID che sarà comunicato via mail alla singola software house. A tal fine è necessario che ciascuna software house, anche se già censita presso il Model Office ministeriale, faccia pervenire a info-pct@giustizia.it un’apposita richiesta formulata come segue:

La strana storia della notifica via PEC delle copie informatiche (dopo la l. 132/2015)

 

Avvocato in Milano e formatore PCT

 

Con la conversione in legge del d.l. n. 83/2015 ad opera della l. 6 agosto 2015, n. 132 (in G.U. n. 192 del 20/8/2015, S.O. n. 50), il legislatore ha introdotto nuove norme – non presenti nel testo originario del decreto – e ha sensibilmente modificato le originarie disposizioni in tema di processo telematico, tentando di recepire alcune osservazioni formulate dai primi commentatori, da associazioni forensi e da rappresentanze istituzionali dell’avvocatura.

Se sotto un certo profilo il legislatore ha colto l’occasione per fugare alcune perplessità sollevate all’indomani della pubblicazione del decreto legge, in altri casi, tuttavia, la riformulazione delle norme ha sollevato nuovi, delicati, problemi interpretativi.

Una delle questioni più dibattute in dottrina e fra gli addetti ai lavori fin dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di conversione riguarda la possibilità di notificare via posta elettronica certificata copie informatiche. Preliminarmente è opportuno precisare che le nuove disposizioni non incidono in alcun modo sulle notifiche di duplicati: questo tipo di documenti informatici non richiede alcuna attestazione di conformità, ma l’equivalenza al documento originale, da cui sono tratti, deriva dalla loro caratteristica di possederne la stessa sequenza di bit.