Aggiornamento Giurisprudenza del 16 giugno 2015

La sezione “Giurisprudenza” è stata aggiornata con l’inserimento dei seguenti provvedimenti:

Trib. Asti, ord. 29 maggio 2015 
Atti di parte – Ricorso ex art. 709-ter c.p.c. – Atto endoprocessuale – Irricevibile – Ricezione da parte della cancelleria – Ammissibile (artt. 121 e 156 c.p.c.)

Trib. Milano, verb. 19 maggio 2015 (est. Consolandi) 
Atto di parte – Deposito per via telematica – Sottoscrizione del mero domiciliatario – Insufficiente
Iscrizione del difensore nelle tabelle anagrafiche – Iscrizione del difensore nel registro e nel fascicolo informatico – Onere del difensore – Mancata iscrizione – Scusabilità – Non sussiste 

Trib. Venezia, sent. maggio 2015 
Mancata intimazione ai testimoni – Giustificazione dell’omissione – Mancata apertura dell’allegato Acrobat alla PEC – Fissazione nuova udienza (art. 104, c. 2, disp. att. c.p.c.)

Torino, problematiche relative al PCT: il provvedimento del Presidente del Tribunale

 

Si pubblica il provvedimento del 4 giugno 2015, con cui il Presidente del Tribunale di Torino autorizza ex art 16 bis, comma 4, d.l. n. 179/2012, il deposito con modalità non telematiche degli atti dei procedimenti monitori.

A partire dal 27 maggio sono stati infatti riscontrati alcuni disservizi che hanno causato ritardi nella visibilità dei depositi da parte dei destinatari.

Per lo stesso motivo la Presidenza richiama l’art. 16 bis, comma 8, d.l. 179/2012 per quanto di competenza dei giudici, invitandoli altresì a considerare la possibilità di eventuali rimessioni in termini delle parti.

 

Provvedimento del Presidente del Tribunale di Torino 4 giugno 2015PDF

Notificazioni a mezzo PEC e pubblici elenchi

 

di Luca Frabboni
Esperto in informatica giuridica e giudiziaria Maat Srl

 

La legge 53/1994, consente agli avvocati di effettuare notificazioni di atti civili, amministrativi e giudiziali anche a mezzo PEC. L’art 3-bis specifica in particolare al comma 1:

La notificazione con modalità telematica si esegue a mezzo di posta elettronica certificata all’indirizzo  risultante da pubblici elenchi, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. La notificazione può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi.

La fonte utilizzata per il reperimento dell’indirizzo PEC del destinatario della notifica costituisce pertanto un elemento fondamentale e necessario ai fini della validità della notifica stessa.

L’indicazione dei pubblici elenchi utilizzabile per le notificazioni a mezzo PEC è poi dettata dall’art. 16-ter comma 1 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179:

“A decorrere dal 15 dicembre 2013, ai fini della notificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale si intendono per pubblici elenchi quelli previsti dagli articoli 4 e 16, comma 12, del presente decreto; dall’articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, dall’articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della Giustizia.”

La delibera del CSM sulle problematiche attuative del Processo Civile Telematico

 

Il CSM fa il punto sullo stato del processo civile telematico dal punto di vista della Magistratura con una dettagliata e articolata delibera, all’esito della quale, in ottica costruttiva, vengono formulate precise proposte.

Nel documento, pur evidenziando alcune criticità sotto il profilo normativo e più in generale la necessità di notevoli aggiustamenti e di generale risistemazione del sistema, il Consiglio ritiene che la scelta di fondo sia condivisibile e che i risultati ottenuti siano complessivamente positivi.

Monitoraggio e studio delle problematiche attuative del Processo Civile Telematico.
Delibera di Plenum in data 13 maggio 2015PDF

Fondo giustizia: oltre 19 milioni per potenziamento PCT

Fonte: www.giustizia.it – 13 maggio 2015

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha firmato nei giorni scorsi il decreto di variazione di bilancio con il quale vengono assegnate risorse del Fondo unico giustizia (Fug), per complessivi 30,53 mln di euro, al finanziamento di prioritari interventi strategici dell’amministrazione giudiziaria e penitenziaria, quali lo sviluppo e l’implementazione del processo telematico (19,53 mln), il rafforzamento delle misure di sicurezza  degli uffici giudiziari (3 mln), il potenziamento degli Uffici per la esecuzione penale esterna (0,5 mln), il miglioramento delle strutture penitenziarie (3 mln) e l’ammodernamento degli automezzi destinati al trasporto dei detenuti (2,5 mln) nonché per garantire lo svolgimento delle missioni nazionali del personale del Corpo di polizia penitenziaria (2 mln).

Il decreto sarà pubblicato sul sito giustizia non appena vistato dal competente organo di controllo.

Prosegue, quindi, l’opera già avviata dal Ministro tesa all’ammodernamento e al recupero di efficienza delle strutture giudiziarie e penitenziarie, avvalendosi delle risorse rivenienti dal Fug, da destinare, ai sensi della vigente normativa, al funzionamento ed  al potenziamento degli uffici giudiziari e degli altri servizi istituzionali, come previsto dall’articolo 2, comma 7, del D.L. 143/2008.

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