Art. 16 D.L. 179/2012 convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221

Biglietti di cancelleria, comunicazioni e notificazioni per via telematica

1. All’articolo 136, primo comma, del codice di procedura civile, le parole: «in carta non bollata» sono soppresse.
2. All’articolo 149-bis, secondo comma, del codice di procedura civile, dopo le parole: «pubblici elenchi» sono inserite le seguenti: «o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni».
3. All’articolo 45 delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma sono premesse le seguenti parole: «Quando viene redatto su supporto cartaceo»;
b) al secondo comma le parole «Esse contengono» sono sostituite dalle seguenti: «Il biglietto contiene»;
c) al secondo comma le parole «ed il nome delle parti» sono sostituite dalle seguenti: «il nome delle parti ed il testo integrale del provvedimento comunicato»;
d) dopo il terzo comma e’ aggiunto il seguente: «Quando viene trasmesso a mezzo posta elettronica certificata il biglietto di cancelleria e’ costituito dal messaggio di posta elettronica certificata, formato ed inviato nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.».
4. Nei procedimenti civili le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria sono effettuate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni, secondo la normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Allo stesso modo si procede per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale. La relazione di notificazione e’ redatta in forma automatica dai sistemi informatici in dotazione alla cancelleria.
5. La notificazione o comunicazione che contiene dati sensibili e’ effettuata solo per estratto con contestuale messa a disposizione, sul sito internet individuato dall’amministrazione, dell’atto integrale cui il destinatario accede mediante gli strumenti di cui all’articolo 64 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
6. Le notificazioni e comunicazioni ai soggetti per i quali la legge prevede l’obbligo di munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata, che non hanno provveduto ad istituire o comunicare il predetto indirizzo, sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria. Le stesse modalita’ si adottano nelle ipotesi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario.
7. Nei procedimenti civili nei quali sta in giudizio personalmente la parte il cui indirizzo di posta elettronica certificata non risulta da pubblici elenchi, la stessa puo’ indicare l’indirizzo di posta elettronica certificata al quale vuole ricevere le comunicazioni e notificazioni relative al procedimento. In tale caso le comunicazioni e notificazioni a cura della cancelleria, si effettuano ai sensi del comma 4 e si applicano i commi 6 e 8. Tutte le comunicazioni e le notificazioni alle pubbliche amministrazioni che stanno in giudizio avvalendosi direttamente di propri dipendenti sono effettuate esclusivamente agli indirizzi di posta elettronica comunicati a norma del comma 12.
8. Quando non e’ possibile procedere ai sensi del comma 4 per causa non imputabile al destinatario, nei procedimenti civili si applicano l’articolo 136, terzo comma, e gli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile e, nei procedimenti penali, si applicano gli articoli 148 e seguenti del codice di procedura penale.
9. Le disposizioni dei commi da 4 a 8 acquistano efficacia:
a) a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria di cui sono destinatari i difensori, nei procedimenti civili pendenti dinanzi ai tribunali e alle corti d’appello che, alla predetta data sono gia’ stati individuati dai decreti ministeriali previsti dall’articolo 51, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
b) a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto per le comunicazioni e le notificazioni di cui alla lettera a), per i procedimenti civili pendenti dinanzi ai tribunali ed alle corti di appello che alla data di entrata in vigore del presente decreto non sono stati individuati dai decreti ministeriali previsti dall’articolo 51, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
c) a decorrere dal trecentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto per le comunicazioni e le notificazioni di cui ai commi 4 e 7, dirette a destinatari diversi dai difensori nei procedimenti civili pendenti dinanzi ai tribunali ed alle corti di appello;
d) a decorrere dal quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dei decreti di cui al comma 10 per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale, e per gli uffici giudiziari diversi dai tribunali e dalle corti d’appello.
10. Con uno o piu’ decreti aventi natura non regolamentare, sentiti l’Avvocatura generale dello Stato, il Consiglio nazionale forense e i consigli dell’ordine degli avvocati interessati, il Ministro della giustizia, previa verifica, accerta la funzionalita’ dei servizi di comunicazione, individuando:
a) gli uffici giudiziari diversi dai tribunali e dalle corti di appello nei quali trovano applicazione le disposizioni del presente articolo;
b) gli uffici giudiziari in cui le stesse disposizioni operano per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale.
11. I commi da 1 a 4 dell’articolo 51 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono abrogati.
12. Al fine di favorire le comunicazioni e notificazioni per via telematica alle pubbliche amministrazioni, le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, comunicano al Ministero della giustizia, con le regole tecniche adottate ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto l’indirizzo di posta elettronica certificata conforme a quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e successive modificazioni, a cui ricevere le comunicazioni e notificazioni. L’elenco formato dal Ministero della giustizia e’ consultabile solo dagli uffici giudiziari e dagli uffici notificazioni, esecuzioni e protesti.
13. In caso di mancata comunicazione entro il termine di cui al comma 12, si applicano i commi 6 e 8.
14. All’articolo 40 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo il comma 1-bis e’ aggiunto, in fine, il seguente: «1-ter. L’importo del diritto di copia, aumentato di dieci volte, e’ dovuto per gli atti comunicati o notificati in cancelleria nei casi in cui la comunicazione o la notificazione al destinatario non si e’ resa possibile per causa a lui imputabile.».
15. Per l’adeguamento dei sistemi informativi hardware e software presso gli uffici giudiziari nonche’ per la manutenzione dei relativi servizi e per gli oneri connessi alla formazione del personale amministrativo e’ autorizzata la spesa di euro 1.320.000,00 per l’anno 2012 e di euro 1.500.000 a decorrere dall’anno 2013.
16. Al relativo onere si provvede con quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 28, comma 2, della legge 12 novembre 2011, n. 183, che sono conseguentemente iscritte nello stato di previsione dell’entrata ed in quello del Ministero della giustizia.
17. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

“Il processo civile telematico è ad oggi una scommessa vinta”

Fonte Ministero della giustizia – 30 dicembre 2014

Il ministro Orlando presenta i dati aggiornati:

Giustizia più snella e procedimenti moderni, efficienti e trasparenti. Con un considerevole risparmio di spesa per l’Erario. Sono i risultati già raggiunti dal processo civile telematico, obbligatorio dal 30 giugno scorso per tutti gli atti delle procedure civili iniziate dall’1 luglio 2014.

I dati, aggiornati al 30 novembre scorso, sono stati presentati oggi dal ministro della Giustizia Andrea Orlando nel corso di una conferenza stampa presso la sede di Via Arenula. E parlano chiaro: nell’ultimo anno il numero degli atti civili digitali è aumentato quasi del 500%; oltre un milione quelli depositati da avvocati e altri professionisti e quasi un milione e mezzo quelli dei magistrati. Anche i tempi delle cause risultano sensibilmente ridotti: nella rilevazione statistica condotta in 5 distretti (Ancona, Catania, Milano, Roma e Torino) si sono di fatto dimezzati; nella Capitale addirittura il 60% in meno. Cresce considerevolmente il numero di utenti che negli ultimi mesi ha iniziato ad usare i servizi telematici: quasi 900mila i soggetti abilitati alla consultazione, oltre 700mila quelli abilitati al deposito e alla ricezione. Quattro milioni gli accessi per la consultazione del fascicolo telematico, la banca dati disponibile on line, 24 ore su 24, per avvocati e parti dove vengono custoditi tutti gli atti depositati da magistrati, legali e consulenti: finora sono 5,7 milioni il totale complessivo degli atti e documenti in formato nativo digitale. Sale anche il numero dei download della app mobile “Giustizia civile” che consente la consultazione gratuita e anonima del fascicolo telematico. Il tutto per un risparmio di spesa per lo Stato relativo alle sole comunicazioni telematiche che si aggira intorno ai 43 milioni di euro (a cui deve aggiungersi il tempo risparmiato dagli utenti nel reperire le informazioni e dal personale delle cancellerie che può spostare energie dal lavoro di front office verso il back office).

Questi i prossimi passaggi del PCT verso l’integrale informatizzazione del procedimento:

  • a partire da domani, 31 dicembre 2014, diventano obbligatori il deposito degli atti endoprocedimentali nei tribunali (ovvero successivi agli atti introduttivi) in tutti le cause, anche quelle iscritte prima del 1 luglio 2014;
  • dal 31 marzo 2015 entreranno in vigore le iscrizioni a ruolo telematiche del pignoramento per le cause di esecuzione forzata;
  • dal 30 giugno 2015 anche le corti di appello si allineeranno all’obbligatorietà del telematico integrale per gli atti endoprocedimentali.

Lo stato dell’arte del processo civile telematico aggiornato al 30 novembre 2014

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Giustizia civile: il censimento speciale sulle pendenze di tutti gli uffici giudiziari

Fonte Ministero della giustizia – 14 novembre 2014

I numeri sulle pendenze e sull’arretrato della giustizia civile che grava su ogni singolo ufficio giudiziario sono da oggi disponibili per tutti, con il corredo di una serie di analisi di dettaglio e di tabelle disponibili per la prima volta alla consultazione online. La Direzione Generale di Statistica, articolazione interna del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, ha infatti ultimato la pubblicazione delle tabelle sui principali indicatori, globali e di dettaglio, di tutti gli uffici giudiziari.

L’operazione trasparenza realizzata dalla DG-Stat intende superare il tradizionale approccio al volume complessivo delle pendenze civili, che si limita ad indicare in 5,2 milioni gli “affari pendenti” senza distinzioni di tipologia di affare, grado del giudizio, collocazione geografica e soprattutto valutazione della distribuzione analitica delle anzianità di iscrizione di tutte le pendenze.

Lo studio svolto mette sotto la lente, con maggiore dovizia di particolari e di numeri, il carico nazionale degli affari civili pendenti, che annovera tutti i procedimenti portati all’esame dei giudici e non ancora conclusi al 30 giugno 2013: contenzioso civile ordinario, fallimenti, liti seriali come il risarcimento danni di veicoli e natanti, controversie previdenziali, procedimenti di volontaria giurisdizione, separazioni consensuali e giudiziali, divorzi contenziosi e divorzi consensuali, ricorsi per decreto ingiuntivo, tutele, curatele, amministrazioni di sostegno vengono così analizzati nel dettaglio secondo indicatori come la diversa natura, la quantità, la durata fisiologica (o necessitata). Il risultato di tale lavoro va ben al di là del mero calcolo statistico della «durata media dei processi civili», indicatore che purtroppo contribuisce pesantemente a relegare la giustizia italiana in fondo alle classifiche sull’efficienza dei sistemi giudiziari redatte dalle organizzazioni internazionali.

Dal momento che la durata media dei procedimenti civili è direttamente influenzata dall’anzianità di iscrizione di ciascun affare pendente, la DG-Stat ha provveduto inoltre a compilare due tabelle, una riservata alle Corti d’Appello e l’altra ai Tribunali ordinari, con Prospetti statistici selettivi (per anni e per materie) di tutti gli uffici giudiziari.

Il lavoro della DG-Stat – che pubblichiamo in esclusiva nel presente Speciale – si completa con l’illustrazione delle finalità dello studio e delle modalità di lettura delle tabelle, curate dal responsabile del DOG e dal direttore della Statistica.

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