D.L. 83/2015 e PCT. Finalmente c’è tutto. Anzi, no!

di Francesco Cislaghi
Avvocato in Milano

 

27 giugno 2015. Alla notizia della pubblicazione del D.L. 83/2015 gli appassionati e “cultori” del processo telematico hanno avuto un sussulto di immediata soddisfazione nel leggerne il testo e, in particolare, nel leggere quelle agognate parole recitate dall’art. 19: “è sempre ammesso il deposito telematico dell’atto introduttivo o del primo atto difensivo
In un’epoca in cui gli “addetti ai lavori” si sono trovati a doversi orientare in un insieme disorganico di norme di diverso rango, con decorrenze di vigenza intrecciate e con ambiti di applicazione frazionati, in un’epoca in cui tale disordine normativo ha contribuito alla comparizione e circolazione di tabelle sinottiche “guida”, destinate a descrivere e schematizzare quali atti si possa, non si possa o si debba depositare in telematico (tabelle sintomaticamente e saggiamente corredate dal consiglio rivolto al lettore di verificare l’esattezza delle informazioni in esse stesse riportate), anche chi scrive si è trovato a pensare: “oh, era ora! Da adesso in avanti abbiamo a disposizione un processo interamente digitale e posso depositare tutto con modalità telematiche”.
E la misura del sollievo è stata tanto ampia quanto lungo e complesso è stato il cammino di questo nostro “amico” (il processo telematico).

Un anno di giustizia

Fonte: Ministero della Giustizia-Newsonline – 9 luglio 2015

 

Giovedì 9 luglio 2015 il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha fatto il punto sull’attuazione delle riforme della giustizia, tracciando un bilancio su quanto finora è stato attuato e illustrando le prossime tappe.

Nella documentazione allegata, all’insegna dell’hashtag #unannodigiustizia, viene presentata una timeline di tutti i provvedimenti adottati dall’insediamento del Governo a giugno 2015, compresi il recentissimo Regolamento di riorganizzazione del Ministero e il d.l. n. 83/2015.

Per quanto riguarda l’innovazione vengono ricordati l’avvio delle notifiche penali informatizzate, l’implementazione del PCT con l’estensione agli altri gradi di giudizio, il nuovo portale unico nazionale delle vendite giudiziarie e le risorse per PCT e penale telematico.

Interruzione servizi Portale dei Servizi Telematici dalle ore 16,00 del 11/07/2015 alle ore 14,00 del 12/07/2015

Fonte: Portale dei Servizi Telematici – 9 luglio 2015

 

Si informa che causa improrogabili lavori alla cabina elettrica servente il Centro Elaborazioni Dati di Roma (Balduina), il sito web del Portale dei Servizi Telematici non sarà disponibile dalle ore 16 di sabato 11 luglio alle ore 14 di domenica 12 luglio 2015.
Si precisa, inoltre, che non saranno disponibili (neppure attraverso i Punti di Accesso o altri software specifici):

  • i servizi di consultazione registri e pagamenti telematici;
  • i servizi di registrazione e consultazione del Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE).

Si rende noto, che in relazione alla particolarità dell’intervento, i servizi potrebbero essere indisponibili per un lasso di tempo nettamente inferiore a quello cautelativamente preventivato. Per tale motivo, non si è ritenuto opportuno attivare il sistema di disaster recovery già operativo.

 

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30 giugno 2015: la Corte d’appello diventa telematica

 

Entra in vigore oggi, 30 giugno 2015, l’art. 16-bis, comma 9-ter, d.l. n. 179/2012 che obbliga i difensori delle parti precedentemente costituite a depositare per via telematica atti processuali e relativi documenti nei procedimenti civili innanzi alle Corti d’appello. La stessa modalità deve essere utilizzata dai soggetti nominati o delegati dall’autorità giudiziaria e, dunque, anche la perizia in appello, così come già avviene in tribunale deve essere trasmessa via PEC.

Si completa in questo modo il lungo cammino dell’obbligatorietà iniziato esattamente un anno fa, quando per la prima volta nella storia della giustizia civile italiana la trasmissione per via telematica iniziava a diventare l’unica modalità utilizzabile dalle parti e dai consulenti tecnici per depositare i rispettivi atti o elaborati. L’obbligo, giova ricordarlo, ha interessato innanzi tutto:

1.       i procedimenti monitori, dove si estende anche ai provvedimenti dei magistrati;

2.       gli atti “endoprocessuali” delle nuove cause civili di competenza dei tribunali;

3.       gli atti delle nuove procedure esecutive successivi al pignoramento;

4.       gli atti del curatore o del commissario nelle nuove procedure concorsuali.

Per quanto riguarda le procedure pendenti al 30 giugno 2014, l’obbligo di deposito telematico degli atti è entrato in vigore lo scorso 31 dicembre 2014. Il 31 marzo è divenuta obbligatoria l’iscrizione a ruolo delle procedure esecutive.

Processo telematico: nel D.L. 83/2015 le nuove norme per cause civili “tutte” telematiche

 

di Alberto Mazza
Avvocato in Milano e formatore PCT

 

A poco più di un anno dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del d.l. n. 90/2014, il legislatore è intervenuto nuovamente in relazione ai punti più controversi della disciplina del processo telematico e delle notifiche via posta elettronica certificata.

È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2015 il d.l. n. 83/2015, recante “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria”. Così come avvenuto lo scorso anno, anche nel 2015 il legislatore torna ad occuparsi di processo telematico proprio a ridosso di importanti scadenze. Nel 2014, pochi giorni prima del 30 giugno, si modulava l’entrata in vigore della disciplina dell’obbligatorietà per le procedure di competenza dei tribunali. Un anno dopo le regole del processo telematico vengono significativamente innovate alla vigilia del termine – il prossimo 30 giugno – per l’entrata in vigore dell’obbligo di deposito telematico nei procedimenti pendenti davanti alle Corti d’appello. Le modifiche in questione – fortunatamente – non riguardano solo il processo telematico d’appello, ma hanno una portata molto più estesa. La tecnica utilizzata dal legislatore è stata, ancora una volta, quella di intervenire emendando il d.l. n. 179/2012, che si conferma, dunque, la normativa di riferimento di rango primario per il processo telematico, cui continuano ad affiancarsi le norme tecniche contenute nel D.M. n. 44/2011.

Gli ambiti di intervento del decreto legge sono sostanzialmente due: facoltà di deposito telematico degli atti introduttivi ed estensione dei poteri di autentica di difensori e ausiliari del giudice. Le relative norme entrano in vigore lo stesso giorno della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.