LA PCT-quette – Decalogo semiserio e corollari per l’avvocato telematico

 

di Alessandro Nicotra
Avvocato in Milano e formatore PCT

 

1) Anche se il collega cui scrivi l’e-mail è ultra ottantenne, non scrivere mai tutto in stampatello:

– perché equivale ad urlare,

– perché se il collega in questione ha un figlio od una segretaria informatici e vendicativi, questi potrebbero creare un filtro che ti rimbalza ogni messaggio con messaggi automatici del tipo “indirizzo inesistente”, oppure risponderti con Times New Roman dimensione 80;

2) Non mandare saluti, aggiornamenti pratiche o mere comunicazioni via PEC al collega

– perché è deontologicamente rilevante come il mandare certe raccomandate con ricevuta di ritorno,

– perché se questi ha il solito figlio o la solita segretaria informatici e vendicativi, ti farebbero sperimentare lo psicodramma di una casella mail PEC piena rimandandoti ad libitum uno stesso messaggio, con allegata scansione ad alta definizione di 30 MB, che tanto…  è colpa di Outlook o di Thunderbird che si è incartato;

PCT, direttiva Ministero per obbligo imprese uso posta elettronica

Fonte: www.giustizia.it – 29 aprile 2015

“Il Ministero della Giustizia ha emanato, d’intesa con il Ministero dello Sviluppo economico, una direttiva per semplificare e migliorare la tenuta del registro delle imprese ed omogeneizzare i comportamenti delle Camere di Commercio con l’obiettivo di implementare l’agenda digitale italiana, con particolare riferimento al Processo civile telematico. 
 
La direttiva riguarda nello specifico l’obbligo per le imprese costituite in forma societaria e le imprese individuali attive non soggette a procedura concorsuale di munirsi di una casella di posta elettronica certificata ed iscrivere il relativo indirizzo nel registro delle imprese. 
 
La direttiva è particolarmente rilevante ai fini dell’implementazione del Processo civile telematico poiché, fornendo precise disposizioni per la pubblicazione dell’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti (Ini-Pec), consente l’utilizzo di tali caselle di posta elettronica per lo scambio di informazioni in modo univoco, certificato ed esclusivamente elettronico.”
 
 

Semplificato e riorganizzato l’IPA con gli indirizzi PEC di 98.703 Enti pubblici

Fonte: AgID – 28 aprile 2015

L’IPA ovverosia l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) si presenta on line con una nuova veste che privilegia la semplicità di utilizzo per tutte le tipologie di utenti. Si ricorda che l’IPA è l’archivio ufficiale degli Enti pubblici e dei Gestori di pubblici servizi, realizzato e gestito dall’Agenzia per l’Italia digitale, contiene, inoltre, informazioni dettagliate sugli stessi Enti, sulle relative strutture organizzative.

“Se si vuole conoscere quindi la posta certificata di un ente pubblico o se si deve inviare una fattura, su IPA sono reperibili tutti i riferimenti organizzativi, telematici e toponomastici necessari. Sono gli Enti stessi ad aggiornare con cadenza semestrale il sito dell’IPA. Nell’ottica della trasparenza nella Pubblica Amministrazione tutti i dati possono essere consultati e fruiti tramite interfaccia web, in formato Open Data e, registrandosi al portale, anche tramite interfaccia applicativa che utilizza il protocollo LDAP.”.

L’IPA è raggiungibile al seguente indirizzo: www.indicepa.gov.it

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