Non solo PCT

PAT: il Consiglio di Stato torna sulla questione dell’inammissibilità del ricorso in forma cartacea

Il Consiglio di Stato, sez. V, con la sentenza 1 aprile 2019, n. 2126, ha integralmente riformato la sentenza con cui il Tar Emilia Romagna aveva dichiarato inammissibile e irricevibile il ricorso introduttivo e ciò per i seguenti motivi:
1) mancata redazione del ricorso in forma digitale (ovvero come documento informatico – PDF nativo);
2) mancata notifica a parte resistente di copia analogica dell’atto (il ricorso introduttivo) in originale informatico;
3) nullità della procura alle liti in quanto priva di data.

La motivazione viene censurata dall’appellante sotto i seguenti profili:
– quanto al ricorso, per violazione e falsa applicazione del principio di raggiungimento dello scopo ex art. 156, comma 3, c.p.c. perchè, nel caso di specie, il resistente si era regolarmente costituito in giudizio ed ha esposto le sue difese;
– quanto alla procura, per violazione e falsa applicazione degli artt. 22 e ss. del CAD perché l’asseverazione di conformità (della copia informatica della procura al suo originale analogico) è stata effettuata all’atto del deposito telematico della stessa unitamente agli altri atti e documenti di causa.

Tale censura così motivata è stata accolta dal Consiglio di Stato che ha ribadito il seguente principio di diritto: “il ricorso in appello redatto in formato cartaceo, sottoscritto con firma autografa del difensore e parimenti notificato alla parte appellata è da ritenersi meramente irregolare e non inesistente o nullo, giacché – pur non essendo conforme alle regole di redazione dell’art. 136, comma 2-bis, Cod. proc. amm. e dall’art. 9, comma 1, d.P.C.M. 16 febbraio 2016, n. 40 – non incorre in espressa comminatoria legale di nullità (art. 156, primo comma 1, Cod. proc. civ.) e ha comunque raggiunto il suo scopo tipico (art. 156, terzo comma 3, Cod. proc. civ), essendone certa la paternità e piana l’intelligibilità quale strumento finalizzato alla chiamata in giustizia e all’articolazione delle altrui relative difese: dal che consegue la sola oggettiva esigenza della regolarizzazione, benché sia avvenuta la costituzione in giudizio della parte cui l’appello era indirizzato (cfr. Cons. Stato, Sez. V, ord. 24/11/2017, n. 5490; Sez. IV, 4/4/2017 n. 1541)” (Cons. Stato, sez. V, ord. 4 gennaio 2018, n. 56)“.

A prevalere è pertanto un condivisibile indirizzo anti-formalistico, secondo cui la redazione e la notifica del ricorso in forma cartacea (anziché telematica) integra un’ipotesi di mera irregolarità, sanabile in virtù del principio del raggiungimento dello scopo.

PAT: ripristinato il servizio PEC per i depositi telematici

Da venerdì 5 aprile u.s., a causa di una temporanea indisponibilità del servizio PEC, non era possibile effettuare i depositi telematici secondo la tradizionale modalità, ma solo attraverso la funzionalità di upload.
Tale malfunzionamento, che non ha ancora portato a un’attestazione di indisponibilità, è stato risolto nella giornata di ieri, pertanto è ora possibile depositare utilizzando le normali funzionalità.
Riportiamo i link degli articoli originali

Possibili disservizi rete della Giustizia Amministrativa in data 01/04/2019

Fonte: Portale della Giustizia Amministrativa

Per improrogabili operazioni di manutenzione straordinaria e test funzionali collegati al cambio del gestore del servizio, in data 01/04/2019 potrebbero registrarsi disservizi nella raggiungibilità di alcuni servizi esposti dalla G.A. In particolare potrebbero verificarsi ritardi nella ricezione della così detta terza PEC, con cui si fornisce riscontro sulla corretta registrazione del deposito. Pertanto, si prega di non provare ad effettuare più invii e di attendere il limite temporale di 24 ore, indicato dalla normativa.

Link all’articolo originale

Pubblicato il rapporto trimestrale sul contenzioso tributario

Il 21 marzo 2019 è stato pubblicato, nella sezione “Rapporti trimestrali sul contenzioso tributario” il rapporto del IV trimestre 2018 sul contenzioso tributario con le relative appendici statistiche.
Il rapporto analizza anche il volume dei depositi telematici, al momento ancora facoltativi su tutto il territorio nazionale: nel periodo in esame (ottobre-dicembre 2018) “circa il 57% di tutti gli atti e documenti complessivamente depositati nei due gradi di giudizio” sono stati depositati telematicamente.
Dall’analisi emerge un utilizzo sempre maggiore dello strumento telematico. In particolare, soffermandosi sui soli atti introduttivi, risulta che in 9 regioni – rispetto alle sole 4 del trimestre precedente – l’iscrizione a ruolo avvenga telematicamente in più del 25% dei casi.

Comunicazioni telematiche nel processo penale

Sono sempre di più le cancellerie penali tenute a effettuare comunicazioni e notificazioni a mezzo posta elettronica certificata: nella Gazzetta Ufficiale del 26 marzo 2019 (G.U. S.G. n.72 del 26-03-2019) è stato pubblicato il decreto del Ministero della Giustizia del 7 marzo 2019, rubricato “Avvio delle comunicazioni e notificazioni per via telematica presso il Tribunale per i minorenni di L’Aquila, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Firenze, il Tribunale di sorveglianza di Genova, l’Ufficio di sorveglianza di Genova e l’Ufficio di sorveglianza di Massa – settore penale”.
Il decreto prevede che, a partire dal 15esimo giorno successivo alla pubblicazione dello stesso in G.U., anche questi uffici effettueranno esclusivamente per via telematica, “le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale”.