Il 5 dicembre 2017, dalle ore 14.30 alle ore 17.30, presso la sala Polifunzionale di via Lattanzio Gambara 40, l'Ordine degli Avvocati di Brescia organizza il convegno
 
IL PROCESSO CIVILE TELEMATICO - I nuovi adempimenti dell’avvocato telematico
 

Relazioni:

- PCT in Lombardia: un progetto condiviso

- Il Processo telematico e le nuove sfide del professionista moderno

Dott. Filippo Pappalardo (Referente PCT Unione Lombarda Ordini Forensi)

 

- l’atto del processo: dalla scrittura su supporto analogico al documento digitale

- l’allegazione documentale nei diversi riti civili: fruibilità, reperibilità, efficacia

- Giurisprudenza su depositi telematici e notifiche in proprio a mezzo PEC

Avv. Daniela Muradore (formatore PCT e avvocato in Milano)

 

Coordina: Avv. Fabrizio Segala (consigliere Ordine Avvocati Brescia)
 

Nel corso della sessione un incaricato di Open Dot Com illustrerà l’operatività della nuova funzione “Conservazione PEC” in Consolle Avvocato ® e degli altri servizi aggiuntivi convenzionati.

La partecipazione all’evento consente l’attribuzione di n. 3 crediti formativi.
 
Iscrizioni tramite Sfera
 

Locandina

 

Fonte: Portale dei Servizi Telematici - 30 novembre 2017

A causa di un intervento di manutenzione al Nodo dei Pagamenti, l’Agenzia per l’Italia Digitale comunica che il servizio dei pagamenti telematici non sarà disponibile dalle ore 22,00 alle ore 23,59 di lunedì 4 Dicembre 2017.

Link all'articolo

 

La sezione "Giurisprudenza" è stata aggiornata con l'inserimento dei seguenti provvedimenti:

Cass., sez. VI-1, ord. 9 novembre 2017 n. 26622 (Pres. Genovese, rel. Acierno)

Opposizione allo stato passivo - Ricorso - Deposito per via telematica - Ammissibile - Decreto D.G.S.I.A. ex art. 35, D.M. n. 44/2011 - Mancata indicazione degli atti introduttivi - Irrilevante - Procedimenti iscritti a ruolo prima del d.l. n. 83/2015 - Individuazione del novero degli atti depositabili telematicamente - Esorbita dal potere accertativo attribuito dall’art. 35, D.M. n. 44/2011

Impugnazioni - Appello - Atto di citazione - Notifica in cancelleria anziché all'indirizzo PEC del difensore costituito - Inesistenza - Esclusione - Nullità - Sussiste

Ricorso per cassazione - Notifica a mezzo PEC - Tempestiva - Atto da notificare - Illeggibile (a causa di disfunzioni verificatesi sul server) - Nuovo tentativo - Oltre la scadenza del termine - Validità

Trib. Milano, ord. 2 giugno 2017 (Pres. rel. Riva Crugnola)

Procedimento cautelare – Reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c. - Deposito per via telematica - Indicazione numero di ruolo - Mancanza - Rifiuto della cancelleria dopo la scadenza del termine - Nuovo deposito telematico - Regolarizzazione - Istanza di rimessione in termini - Non necessaria

Ricorso per riassunzione (in seguito a cancellazione dal Registro delle imprese) - Deposito su supporto cartaceo - Principio di libertà delle forme (art. 121 c.p.c.) - Raggiungimento dello scopo

Ricorso ex art. 414 c.p.c. - Notifica a mezzo PEC - Prova in giudizio - Prova cartacea - Stampa del messaggio inviato, della ricevuta di accettazione e della ricevuta di avvenuta consegna - Nullità della notifica del ricorso introduttivo di primo grado - Rimessione al tribunale

 

Il TAR Molise, con l'ordinanza n. 420 del 13 novembre 2017, rimette in termini per errore scusabile il ricorrente che abbia notificato il ricorso a mezzo PEC utilizzando un indirizzo diverso da quello pubblicato nel Registro PP.AA. di cui all'art. 16 comma 12 del DL 179/2012 conv. L. 221/2012.

Nel caso di specie, il ricorrente aveva notificato il proprio ricorso all'Avvocatura dello Distrettuale dello Stato presso l'indirizzo PEC pubblicato sul sito dell'Avvocatura, facendo affidamento sulla circostanza che in altri giudizi, pendenti avanti al medesimo TAR Molise, l'amministrazione si era ritualmente costituita, pur a fronte di ricorsi notificati presso l'indirizzo PEC non censito nel pubblico elenco.

Proprio tale affidamento è stato tutelato dal TAR Molise che, nel provvedimento in esame, pur muovendo le mosse
dall'obbligo posto dalla vigente normativa, secondo cui le notifiche telematiche alle PA non costituite in giudizio devo essere effettuate esclusivamente all'indirizzo PEC estratto dal Registro PP.AA., giunge alla conclusione di accogliere l'istanza di rimessione in termini formulata da parte ricorrente.

E ciò in quanto, sostiene il Tribunale, deve ritenersi errore scusabile la notifica presso un indirizzo PEC non censito in un pubblico elenco quando tale indirizzo risulti, come nel caso di specie, pubblicato sul sito internet dell'Amministrazione, senza recare l'espressa precisazione di utilizzabilità di tale indirizzo unicamente per le comunicazioni differenti dalla notifica di atti giudiziari ex L. 53/1994. Il che ha senz'altro generato nel ricorrente un legittimo affidamento, fortificato appunto dalle precedenti costituzioni in giudizio dell'Amministrazione intimata.

Ne segue che "il legittimo mutamento della strategia processuale dell’Avvocatura dello Stato, che ha deciso di non costituirsi più nei giudizi in cui venga eseguita la notifica del ricorso introduttivo presso l’indirizzo PEC relativo ad attività diverse dalla rappresentanza processuale, non può produrre fin da subito le gravi conseguenze connesse all’invalidità della notifica stessa, pena la violazione del principio di lealtà processuale, quanto meno fino a quando non venga modificato il sito web dell’Avvocatura medesima in modo da rendere chiaro a tutti gli utenti che l’indirizzo PEC impiegato dalla parte ricorrente nell’odierno giudizio non è utilizzabile per la notifica degli atti processuali a cui è, invece, destinato un altro indirizzo PEC".

 

Approfondimenti

TAR Molise, sez. I, ordinanza n. 420/17 - link