Processo telematico: funziona sui nuovi Mac con processore M1 arm?

di Luca Frabboni
Esperto in informatica giuridica e giudiziaria

A novembre 2020 è uscito il nuovo sistema operativo macOS 11 Big Sur, sempre nello stesso mese Apple ha annunciato i nuovi Mac con processore M1 proprietario ed architettura ARM.
Lo scopo di questo articolo è verificare sul campo se sui nuovi Mac M1 è possibile utilizzare i dispositivi di firma digitale ed in genere usarli lato utente in ambito processo telematico. Il tutto per consultare o depositare atti nel processo civile telematico, o in genere nei diversi processi telematici: civile, penale, amministrativo e tributario.

MacOS 11 Big Sur è l’ultima versione del sistema operativo Apple, che segue il precedente macOS 10.15 Catalina. Il passaggio del numero di versione da 10 ad 11 è sicuramente un primo segnale di grandi novità. Questa versione, infatti, nasce espressamente per funzionare con i nuovi Mac M1 di cui di seguito diremo.
Big Sur è comunque installabile su Mac con processore Intel, anche non recentissimi. Su queste macchine il comportamento dei dispositivi di firma digitale e dei software per il processo telematico è essenzialmente analogo al precedente macOS 10.15 Catalina, che aveva già rimosso la compatibilità ai programmi 32 bit e rafforzato i meccanismi di sicurezza del sistema operativo. Ciò non significa che non possano esserci malfunzionamenti di specifici programmi, in genere risolti da successivi aggiornamenti degli stessi, come avvenuto ad esempio con Dike Gosign.
La grande novità riguarda, invece, i nuovi Mac che cambiano il “cervello” passando dal processore Intel (lo stesso usato dai computer con sistema operativo Windows) ad un processore realizzato in casa dalla stessa Apple. Senza entrare nei dettagli, il processore M1 ha una nuova architettura di tipo ARM, analoga a quella utilizzata nei processori mobile di smartphone e tablet, che promette di garantire elevate prestazione, con basso consumo della batteria (senza scaldarsi troppo).
Questo cambio radicale di processore ed architettura ha tuttavia un grosso svantaggio: i programmi realizzati per i Mac con processore Intel non sono compatibili e non possono funzionare direttamente sui nuovi Mac con processore M1. I programmi devono pertanto essere ricompilati dagli sviluppatori in modo da funzionare con l’architettura ARM.
Tuttavia Apple ha realizzato un programma (Rosetta 2) in grado di emulare e convertire in tempo reale le istruzioni dei programmi nativi per Mac con processore Intel e farli girare correttamente sui nuovi Mac M1, senza nemmeno apparenti rallentamenti.
Chi scrive era scettico in relazione all’effettivo funzionamento di Rosetta 2 con particolare riferimento alla compatibilità dei driver e dei software per la firma digitale, non essendo ancora disponibile alcun applicativo nella versione nativa per architettura ARM.
Le prove che seguono sono state effettuate con Mac Book Air M1, sistema operativo Big Sur 11.0.1 e dispositivo di firma digitale Namirial. Per collegare la firma digitale al Mac è stato utilizzato un adattatore/hub da USB-C a USB 3.0.

FirmaCerta e driver Bit4ID
L’installazione del software Firmacerta di Namirial, così come quella dei driver a corredo (necessari per il corretto riconoscimento del dispositivo di firma), non presenta problemi.

Il primo avvio del software Firmacerta, analogamente a quanto avviene su macOS 10.15 Catalina richiede di forzare l’esecuzione del programma in quanto non firmato digitalmente.

Non si riscontrano problemi in fase di firma o verifica dei file sottoscritti digitalmente.

Dike Gosign
Dopo gli ultimi aggiornamenti, Dike Gosign di Infocert si avvia e funziona regolarmente su macOS 11 Big Sur e processore M1.

L’accesso al PST con Firefox
Dopo aver configurato il dispositivo di firma digitale in Firefox, viene regolarmente chiesto il PIN per l’accesso alla piattaforma, cui si viene pertanto correttamente autenticati.

Adobe Reader e Processo Amministrativo Telematico
L’impostazione di Adobe Reader per consentire la firma dei moduli di deposito del Processo Amministrativo Telematico non presenta differenze rispetto alla normale configurazione che si effettua su Mac, né si riscontrano problemi o anomalia in fase di firma.

Conclusioni
Le prove sommarie che sono state effettuate, nonostante l’assenza di una versione delle applicazioni nativa per processore M1 ARM, hanno dato risultati sorprendentemente positivi. Rosetta 2 riesce infatti a trasformare le istruzioni e quindi a far funzionare sulla nuova architettura ARM driver e programmi per la firma digitale nati per i processori Intel. Il punto di arrivo sarà in ogni caso l’uscita di versioni “universali”, cioè che comprendano nel pacchetto sia la versione Intel che M1, con un sicuro incremento delle prestazioni e maggiore stabilità.
Questo è solo un primo assaggio della transizione di Apple che, allo stato, riguarda solo alcuni modelli, ma dovrebbe comportare, in non meno di due anni, l’abbandono dei processori Intel su tutta la gamma. E tuttavia, le prove sommarie effettuate dimostrano che potrebbe essere un passaggio meno traumatico di quanto temuto dagli avvocati appassionati del marchio con la mela morsicata.