PPT: ammissibile la comunicazione via pec del provvedimento concernente la libertà personale

La Corte di Cassazione, sez. II Penale, con la sentenza del 12 aprile 2019, n. 16098, afferma che “che nei casi di urgenza o che riguardano la libertà personale, la trasmissione di atti allegati ad e mail appare legittima, apparendo inquadrabile nel concetto di mezzi tecnici idonei a garantire la conoscenza dell’atto […]. L’uso dello strumento celere di comunicazione non deve però pregiudicare il diritto della difesa, che deve avere concreta possibilità di esercitarsi nel tempo necessario tramite l’estrazione, con i mezzi appropriati, di copia degli atti.”

Il ricorrente deduce l’inidoneità della trasmissione a mezzo pec degli atti al Tribunale del Riesame – da effettuare entro il giorno successivo, e comunque non oltre il quinto giorno, ai sensi dell’art. 309 co. 5 c.p.p. -, ritenendo non ancora ammissibili le comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata nel processo penale. La Corte, al contrario, ritiene ammissibile le comunicazioni a mezzo pec nei casi in cui non siano legislativamente previste modalità esclusive di trasmissione.

Dopo una rassegna di precedenti pronunce, dalle quali emergono fattispecie per cui sono, appunto, codificate modalità esclusive di trasmissione (per es. le impugnazioni, il ricorso in cassazione, il deposito della lista testimoniale ecc.), la Corte analizza il caso di specie, statuendo che:
– la comunicazione a mezzo pec del fascicolo, da parte del PM al collegio, è stata tecnicamente idonea a garantirne la conoscenza (ai sensi dell’art. 100 disp. att. c.p.p., come già affermato da precedenti sentenze);
-la difesa è stata in grado di consultare gli atti anche in formato cartaceo in pochi giorni dall’invio telematico.

Per questo motivo, la Corte rigetta il ricorso e condanna li ricorrente al pagamento delle spese processuali.

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