Cassazione: tempestivo il deposito se la RdAC è generata entro le 23.59 del giorno di scadenza

La Corte di Cassazione, sez. II Civile, con l’ordinanza del 3 maggio 2019, n. 11726, ribadisce che “la prevenzione di cui all’art. 39 c.p.c. è determinata, ai sensi dell’art. 16-bis, comma 7, d.l. n. 179/12, conv. in I. n. 221/12, dal deposito dello stesso, consistente nell’invio telematico e nella generazione della ricevuta di avvenuta consegna, essendo irrilevante la data, eventualmente successiva, di iscrizione a ruolo ad opera del personale di cancelleria che ha lavorato l’atto in via telematica”.
Nel caso di specie il ricorrente, che aveva depositato telematicamente nei termini l’opposizione al decreto di rigetto della domanda di equo indennizzo per irragionevole durata di un giudizio civile, era stato ritenuto non tempestivo dalla Corte d’Appello territoriale in quanto il deposito era stato accettato dalla cancelleria ben oltre il termine di 30 gg per la proposizione dell’opposizione; aveva inoltre rilevato la necessità di instaurare un autonomo giudizio innanzi alla Corte in composizione collegiale, e quindi l’erroneo deposito nello stesso procedimento in cui era stato emesso il provvedimento oggetto di impugnazione.
La Cassazione, oltre a non ritenere necessaria l’instaurazione di un nuovo e autonomo procedimento e a rilevare la tempestività del deposito, che è “stato consegnato dal gestore di posta elettronica certificata al Ministero della Giustizia in data 18 marzo 2016, e quindi nel termine di trenta giorni previsto dall’art. 5 ter L. 89/2001”, evidenzia come la ratio dell’art. 16 bis sia “quello di prevenire il rischio di ritardi o decadenze incolpevoli a carico della parte per cause alla medesima non imputabili, che possano ricondursi agli eventuali ritardi nella lavorazione degli atti oggetto di invio telematico da parte della cancelleria”, rischio che invece non si corre con i tradizionali depositi cartacei.
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