Blockchain e smart contract hanno valore legale

Con la legge di conversione 11 febbraio 2019, n. 12 (in G.U. 12/02/2019, n. 36), modificativa del Decreto-Legge 14 dicembre 2018, n. 135, Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, viene dato riconoscimento giuridico alle tecnologie basate su registri distribuiti e agli smart contract.

Con un emendamento, infatti, è stato introdotto l’art. 8-ter, che ne dà le definizioni e, al comma 3, attribuisce alla memorizzazione di un documento informatico attraverso l’uso di tecnologie basate su  registri  distribuiti gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica di cui all’art. 41 del c.d. Regolamento eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

La parola passa ora all’Agenzia per l’Italia digitale che, entro 90 gg dall’entrata in vigore della legge di conversione, deve individuare “gli standard tecnici che le tecnologie basate su registri distribuiti debbono possedere ai fini della produzione degli effetti di cui al comma 3”.

Di seguito il testo completo dell’art. 8-ter
Art. 8-ter (Tecnologie basate su registri distribuiti e smart contract)
1. Si definiscono “tecnologie basate su registri distribuiti” le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l’aggiornamento e l’archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili.
2. Si definisce “smart contract” un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse. Gli smart contract soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’Agenzia per l’Italia digitale con linee guida da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
3. La memorizzazione di un documento informatico attraverso l’uso di tecnologie basate su registri distribuiti produce gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica di cui all’articolo 41 del regolamento (UE) n. 910/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014.
4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’Agenzia per l’Italia digitale individua gli standard tecnici che le tecnologie basate  su registri distribuiti debbono possedere ai fini della produzione degli effetti di cui al comma 3»

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