Dal 1° gennaio 2018 il Processo Amministrativo Telematico - che lo scorso anno ha permesso alla giustizia amministrativa di vincere il premio Agenda Digitale 2017 - è soggetto a diverse novità.

Innanzitutto l'obbligo di deposito telematico è diventato generalizzato in quanto, ai sensi della lettera e) del comma 2 dell'art. 7 del DL 168 del 2016, riguarda ora anche i depositi di atti e documenti relativi ai ricorsi "vecchi", ossia iscritti a ruolo cartaceamente prima dell'avvento del PAT (1° gennaio 2017).

Anche il pagamento del contributo unificato è ormai unicamente telematico, e deve essere effettuato con il modello F24 Elide.

Inoltre, ai sensi del comma 1-ter dell'art. 25 del Codice sul Processo Amministrativo, per la parte non è più necessario eleggere domicilio "nel comune sede del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata dove pende il ricorso", pena la domiciliazione in segreteria, e la conseguente notifica in segreteria in mancanza dell'elezione del domicilio: ha piena attuazione l'elezione del domicilio digitale.

A questa evoluzione telematica, però, si affianca il prolungamento dell'obbligo di deposito della copia di "cortesia" cartacea, che sarebbe dovuto terminare il 31/12/2017 ma che la legge di bilancio, e in particolare l'art. 1 comma 1150, modificando l’art. 7, comma 4 DL 168/2016, ha confermato.