La sezione "Giurisprudenza" è stata aggiornata con l'inserimento dei seguenti provvedimenti:

Cass., sez. I, ord. 26 ottobre 2017 n. 25513 (Pres. Didone, rel. Bisogni)
Opposizione allo stato passivo - Indicazione specifica dei mezzi di prova a pena di decandeza (art. 99, c. 2, n. 4 l.f.) - Onere di deposito dei documenti già prodotti nella fase di ammissione al passivo - Non sussiste - Principio di non dispersione della prova - Presentazione della domanda di ammissione al passivo - Nuova disciplina - Trasmissione all'indirizzo PEC del curatore - Documenti probatori - Appartenenza al fascicolo informatico

Comm. trib. prov. Milano, sez. VII, sent. 13 luglio 2017 n. 4779 (Pres. rel. Mainini)
Processo Tributario Telematico - Costituzione per via telematica - Regione Lombardia - Procedimenti relativi a ricorsi e appelli notificati prima del 15 aprile 2017 - Irrituale

Cass., SS.UU., sent. 2 maggio 2017 n. 10648 (Pres. Rordorf, rel D'Ascola)
Impugnazioni - Ricorso per cassazione - Deposito della copia autentica della sentenza impugnata e della relata di notifica (art. 369, c. 2, n. 2 c.p.c.) - Mancanza della relata di notifica - Equipollenti - Validità

Cass., sez. VI, ord. 15 marzo 2017 n. 6657 (Pres. Petitti, rel. Criscuolo)
Impugnazioni - Notifica della sentenza ai fini del decorso del termine breve - Notifica via PEC - Ricorso per cassazione - Deposito della copia autentica della sentenza impugnata e della relata di notifica (art. 369, c. 2, n. 2 c.p.c.) - Mancanza - Improcedibilità

App. Firenze, sent. 26 gennaio 2017 n. 189 (Pres. Monti, rel. Afeltra)
Impugnazioni - Appello - Notifica via PEC - Notifica effettuata dopo le ore 21 - Perfezionamento - Scissione del momento perfezionativo per il notificante e per il destinatario - Applicabilità

Trib. Bari, sez II, ord. 8 giugno 2016
Comparsa di costituzione e risposta - Deposito per via telematica - Errata indicazione del numero di ruolo - Regolarizzazione

Trib. Palermo, ord. 28 aprile - 10 maggio 2016 (Pres. Marino, rel. Alajmo)
Procedimento cautelare (reclamo ex art. 624, c. 2, c.p.c.) - Ricorso per riassunzione - Atto introduttivo - Deposito su supporto cartaceo - Ammissibile
Obbligo di deposito per via telematica - Violazione - Inammissibilità  - Esclusione - Raggiungimento dello scopo - Realizzazione del contraddittorio

Cass., SS.UU., sent. 10 luglio 2015 n. 14475 (Pres. Rovelli, rel. Curzio)
Impugnazioni - Appello - Documenti allegati al ricorso per decreto ingiuntivo - Documenti nuovi - Esclusione
Procedimenti sommari - Opposizione a decreto ingiuntivo - Giudizio bifasico - Mancato deposito dei documenti prodotti nella fase sommaria - Principio di non dispersione della prova - Permanenza nella cognizione del giudice

 

 

Con sentenza n. 23658 del 10 ottobre 2017, la Corte di Cassazione ha ribadito che l'obbligo di depositare in appello il proprio fascicolo di primo grado non solo non trova riscontro nelle norme processuali (che fanno riferimento al solo deposito degli atti di appello ex art. 347 c.p.c., comma 1 che rinvia agli artt. 165 e 166 c.p.c.), ma si pone anche in evidente contrasto con la consolidata giurisprudenza della Suprema Corte che ha enunciato il principio di diritto - al quale la sentenza citata intende dare seguito - secondo cui è l'appellante a dover fornire la dimostrazione delle singole censure mosse, anche se fondate su documenti prodotti dalla controparte. 

Ne consegue che è onere dell'appellante, quale che sia stata la sua posizione nella precedente fase processuale, produrre i documenti sui quali egli basa il proprio gravame, ivi compresi i documenti già prodotti in primo grado da controparte, che potrà scegliere di restare contumace ovvero di costituirsi senza depositare il proprio fascicolo di primo grado contenente il documento, in ipotesi, decisivo a fondare il motivo di gravame dell'appellante.

Ciò che nel dictum della Suprema Corte non viola né il dovere di lealtà e probità processuale ex art. 88 c.p.c. né, tantomeno, il principio di riparto dell'onere probatorio in quanto "l'individuazione della parte tenuta a fornire la prova" - dice la Corte - "è stata già risolta nel primo grado con la produzione del documento disvelato e reso in tal modo ostensibile agli altri soggetti del processo (i quali sono legittimati a richiederne la estrazione e possono quindi disporne la materiale apprensione in copia)", a maggior ragione - si aggiunge - nel processo civile telematico.

Approfondimenti
Cass., sez. III, ord. 10 ottobre 2017 n. 23658 (Pres. Vivaldi, rel. Olivieri)

 

La sezione "Giurisprudenza" è stata aggiornata con l'inserimento dei seguenti provvedimenti:

Notifica via PEC - Notifica effettuata dopo le ore 21 - Perfezionamento - Ore 7 del giorno successivo - Scissione del momento perfezionativo per il notificante e per il destinatario - Questione di legittimità costituzionale per violazione degli artt. 3, 24 e 111 Cost. - Sussiste - Rimessione alla Corte Costituzionale

Impugnazioni - Appello - Parte costituita - Obbligo di depositare fascicolo di primo grado - Esclusione

Notifica via PEC - Notifica effettuata dopo le ore 21 - Perfezionamento - Ore 7 del giorno successivo - Questione di legittimità costituzionale - Esclusione

Terzo chiamato - Comparsa di costituzione - Deposito per via telematica - Esito automatico - Errore - Non imputabile al difensore - Ordine alla cancelleria di accettare l'atto

Atto in corso di causa - Memoria ex art. 183, comma 6, n. 2, c.p.c. - Deposito per via telematica - Deposito tardivo - Distacco della linea telefonica e ADSL operato dal proprio gestore di telefonia - Rimessione in termini
Documento allegato - Deposito per via telematica - Deposito in copia - Deposito dell'originale cartaceo - Autorizzazione del giudice - Necessità

Atto in corso di causa - Memoria intergativa - Deposito per via telematica - Errata indicazione del numero di ruolo - Rimessione in termini

Comunicazioni di cancelleria - Avviso di mancata consegna - Casella piena - Causa imputabile al destinatario - Perfezionamento mediante deposito in cancelleria

 

Fonte: Portale dei Servizi Telematici - 27 ottobre 2017

Si comunica che, al fine di consentire l’installazione di urgenti e improcrastinabili modifiche correttive sui sistemi informativi della giustizia civile si procederà alla interruzione degli stessi con le seguenti modalità temporali:

  • per tutti gli uffici giudiziari dei distretti di Corte di Appello dell’intero territorio nazionale compresi i Giudici di Pace dalle ore 13:00 del giorno 31 ottobre e sino, presumibilmente, alle ore 08:00 del giorno 2 novembre c.a.

Si precisa che, durante l’esecuzione delle attività di manutenzione, rimarranno attivi i servizi di posta elettronica certificata e sarà, quindi, possibile il deposito telematico da parte degli avvocati, dei professionisti e degli altri soggetti abilitati esterni anche se i messaggi relativi agli esiti dei controlli automatici potrebbero pervenire solo al riavvio definitivo dei singoli distretti.
Durante le summenzionate interruzioni programmate non sarà pertanto possibile consultare i fascicoli degli uffici dei distretti coinvolti dal fermo dei sistemi.

Si avvisa che, durante il periodo di sospensione dei sistemi, non sono disponibili i registri di cancelleria, procedere alle consultazioni e scaricare i fascicoli da parte di tutti gli utenti interni (magistrati e personale di cancelleria).

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Con ordinanza del 16 ottobre 2017 la Corte di Appello di Milano ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell'art. 16-septies del D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012, nella parte in cui prevede che "la disposizione dell'art. 147 c.p.c. si applica anche alle notificazioni eseguite con modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le ore 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo".

Secondo i giudici milanesi tale norma, introdotta dall'art. 45 bis della L. 114/2014,  contrasta:
- sia con l'art. 3 cost. trattando in modo eguale situazioni differenti: diverse sono infatti, secondo la Corte, le esigenze di tutela del domicilio sottese alla notifica tradizionale rispetto alla notifica a mezzo PEC;
- sia con gli artt. 24 e 111 cost., violando il diritto del notificante di difendersi sfruttando per intero il limite giornaliero che gli viene riconosciuto dalla legge.

Un'interpretazione costituzionalmente orientata  - continua la Corte d'Appello - nascerebbe dal coordinamento della norma in esame con il principio di scissione soggettiva. In tal modo gli effetti della notifica effettuata dopo le ore 21.00 (ma prima delle ore 24.00) si produrrebbero nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna in capo al notificante (che potrebbe notificare fino alla mezzanotte del giorno della scadenza) e alle ore 7.00 del giorno successivo in capo al notificato (che non avrebbe l'onere di controllare la propria pec nelle ore notturne).

La Corte d'Appello esclude però la possibilità di procedere autonomamente a tale interpretazione - in quanto comporterebbe di fatto un'abrogazione della norma - e rimette gli atti alla Corte Costituzionale.

A questo punto non resta che attendere il giudizio della Corte costituzionale, che si pronuncerà sul punto.

Approfondimenti
App. Milano, ord. 16 ottobre 2017 (Pres. est. Santosuosso)

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