Avvocato in Milano, titolare dello studio legale cislaghi lessio associati, membro del Consiglio Direttivo del Circolo dei Giuristi Telematici
 
Lo scorso 17 luglio è entrato in funzione il Portale delle Vendite Pubbliche destinato, in sostanza, a diventare il punto di raccolta ed esposizione di tutte le vendite forzose (esecutive e concorsuali, mobiliari e immobiliari) del Paese.
L’iniziativa nasce con l'art. 13, comma 1, lett. b, n. 1 del Decreto-Legge 27 giugno 2015, n. 83 convertito con modificazioni dalla L. 6 agosto 2015, n. 132, mentre la disciplina di dettaglio è dettata dal DM 32/2015.
La struttura informatica del Portale e i flussi destinati a implementare le informazioni esposte e le procedure di vendita sono, invece, delineati da una specifica disciplina tecnica emanata sulla scorta delle norme sopra indicate.
Senza la pretesa di voler disaminare il dettaglio dell’infrastruttura o il suo funzionamento, è possibile già oggi verificare che il sistema di cui si discute è caratterizzato da diversi aspetti positivi ma anche da qualche ombra che, forse, poteva essere evitata.

 

di Chiara Imbrosciano

Formatore PCT ed esperta in informatica giudiziaria applicata

 

L’obiettivo di semplificare i rapporti tra Fisco e contribuenti transita dall’automazione dei flussi informativi e documentali anche nell’ambito del processo tributario che diviene quindi telematico. In questa chiave, la scelta del legislatore è stata di procedere per gradi o, rectius, per Regioni.

Dalle Regioni pilota di Toscana e Umbria, in cui ha preso il via nel lontano dicembre 2015, il Processo Tributario Telematico (PTT) è stato esteso nel corso del 2016 ad altre sei regioni secondo il calendario dettato dal Decreto 30 giugno 2016 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha previsto l’introduzione delle nuove specifiche tecniche nelle regioni di Abruzzo e Molise, Piemonte e Liguria, Veneto ed Emilia-Romagna. 

 

di Giosiana Radaelli
Avvocato in Milano e formatore PCT

 

Lo sviluppo tecnologico ha comportato una così profonda trasformazione degli strumenti di comunicazione che quanto previsto, in materia di prova documentale, nel 1942 si dimostra oggi anacronistico e lacunoso. Il codice civile denota tutta la sua anzianità laddove contempla solo il telegramma (art. 2705 c.c.), la scrittura privata (art. 2702 c.c.), le riproduzioni o copie di atti e documenti su supporto cartaceo (art. 2716 c.c.), nonché le riproduzioni meccaniche (art. 2712 c.c.), senza traccia alcuna di ammodernamento, se si esclude un fugace accenno alle riproduzioni informatiche (art. 2712 c.c., come modificato, a partire dal 25 gennaio 2011, dall’art. 23 quater del D.lgs 7 marzo 2005 n. 82)

Pertanto se, da un lato, il documento nella sua forma digitale acquista una posizione preponderante nella pratica quotidiana, dall’altro brilla la sua assenza nel codice civile, trovando una specifica collocazione e definizione solamente nel Decreto legislativo n. 82/2005, recante il Codice dell’amministrazione digitale (d’ora in avanti, CAD) e nel Regolamento UE 23 luglio 2014, n. 910, del Parlamento europeo e del Consiglio, in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno, c.d. eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

 

Pubblichiamo alcuni materiali e una breve sintesi dei lavori del convegno "Dialogo sul processo civile telematico", già oggetto di segnalazione su questo sito.

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DIALOGO SUL PROCESSO CIVILE TELEMATICO

Milano, 25 ottobre 2016

Il 25 ottobre 2016 si è tenuto presso l’aula Magna EMILIO ALESSANDRINI – GUIDO GALLI del Palazzo di Giustizia di Milano il convegno “DIALOGO SUL PROCESSO CIVILE TELEMATICO”.

L’evento si proponeva di essere un confronto su casi pratici, prime soluzioni giurisprudenziali e problemi interpretativi in materia di processo civile telematico.

Notevoli sono stati gli spunti offerti durante i lavori, anche per l’elevata qualità dei relatori e la loro provenienza da ambiti diversi.

 

L’11 dicembre 2006 è partita da Milano la più importante rivoluzione nel mondo della giustizia civile del dopoguerra: quel giorno è stato depositato il primo decreto ingiuntivo telematico su ricorso dell’allora Presidente dell’Ordine Avvocati, l'avv. Paolo Giuggioli. Il decreto è stato il primo passo che ha portato, dopo dieci anni, alla completa informatizzazione dei procedimenti civili e ha posto le basi per l’avvio di un analogo percorso nelle altre giurisdizioni: tributaria, amministrativa, penale e contabile.

Dopo cinque anni veniva finalmente attuato il d.p.r. n. 123/2001, recante le prime regole sul processo civile telematico. Erano ampiamente diffuse ai quei tempi le perplessità sulle reali possibilità di implementazione di quel sistema ed il Tribunale di Milano, in sinergia con l’Ordine Avvocati, aveva sorpreso tutti gli addetti ai lavori, dimostrando che il processo civile poteva veramente essere dematerializzato.