Con decreto n. 276 del 20 settembre 2017 il Presidente del Tribunale di Napoli, dott. Ettore Ferrara, ha autorizzato il deposito cartaceo degli atti endoprocessuali in scadenza (ultimo giorno).
 
Il provvedimento si è reso necessario a seguito del malfunzionamento che ha interessato i depositi effettuati dai soggetti abilitati esterni a partire dal 15 settembre scorso, causando ritardo o addirittura errori nell'elaborazione degli stessi.
 
Il Presidente conclude invitando i magistrati "a non adottare, nel contempo, provvedimenti pregiudizievoli per le parti sino all'esito della lavorazione da parte delle cancellerie di tutti gli atti attualmente bloccati sul server, tenuto conto che i termini processuali saranno fatti salvi dalla data di ricevuta di avvenuta consegna".
 
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Analizzando un arco temporale che da luglio 2014 giunge fino a giugno 2017, il Ministero della Giustizia ha pubblicato sul Portale dei Servizi Telematici, le statistiche ufficiali relative all'andamento del PCT nei primi tre anni di obbligatorietà.

Secondo i dati riportati nel documento, fra il primo ed il secondo anno si è registrata una forte adesione al sistema da parte degli avvocati, i cui depositi telematici sono aumentati dell'88%, mentre l’aumento si è rivelato più contenuto (+13%) fra il secondo ed il terzo, quando ormai l’obbligo era definitivamente entrato a regime.

Il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici segna un numero elevato di soggetti attivi, pari a 1.090.118, di cui ben 255.318 avvocati; la medesima adesione non è riscontrabile, invece, in merito al registro PP.AA con 935 pubbliche amministrazioni iscritte, di cui solo il 63% con indirizzo PEC.

La consultazione on-line arriva fino a 10.000.000 di accessi al giorno, comprese le consultazioni anonime anche via app mobile, mentre i Pagamenti Telematici, pur non obbligatori, sembrano essere apprezzati dai più con 339.746 pagamenti effettuati, per un totale di € 69.409.602 incassati.

Notevole è, inoltre, il numero delle comunicazioni di cancelleria consegnate (quasi 51 milioni) con un risparmio stimato di oltre 178 milioni in tre anni.

Nonostante fra il primo ed il secondo anno di obbligatorietà la conversione al telematico sia stata notevole - per un totale di 19.890.657 di atti ricevuti, in maggioranza atti endoprocessuali, nell’intero periodo preso in considerazione - permane tuttavia una latente predilezione per il deposito cartaceo soprattutto per gli atti non soggetti ad obbligatorietà, quali quelli introduttivi: i depositi telematici di questa tipologia di atti rappresentano solo 1/6 del totale.

In ogni caso la strada è segnata verso un uso sempre più pervasivo degli strumenti informatici per il deposito di qualsiasi tipologia di atto.

 
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La Corte di Cassazione, con la sentenza 14 luglio 2017 n. 17450, si è pronunciata su come il ricorrente, destinatario della notifica a mezzo PEC della sentenza impugnata, debba assolvere l'onere ex art. 369, 2° comma, n. 2 c.p.c., ai sensi del quale col ricorso devono essere depositate, a pena di improcedibilità, la copia autentica della sentenza impugnata e la relazione di notificazione, qualora questa abbia avuto luogo.
 
Secondo quanto sancito dalla Suprema Corte, "il difensore del ricorrente, destinatario della notificazione, deve estrarre copie cartacee del messaggio di posta elettronica certificata pervenutogli e della relazione di notificazione redatta dal mittente L. n. 53 del 1994, ex art. 3-bis, comma 5 e attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità agli originali digitali delle copie analogiche [del messaggio PEC e della relata di notifica] depositate queste ultime presso la cancelleria della Corte".
 
Con un'interpretazione senz'altro discutibile, la Corte applica estensivamente l'art. 9, comma 1-ter, della L. 53 del 1994 fino a sanzionare con l'improcedibilità il ricorrente che abbia depositato il messaggio di posta elettronica certificata inviatogli dalla controparte in copia cartacea senza attestarne la conformità all'originale e senza produrre la necessaria copia conforme della relazione di notificazione pervenutagli dal mittente.
 
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Fonte: Portale dei Servizi Telematici - 12 settembre 2017

Si comunica che, al fine di consentire l’installazione di modifiche evolutive sui sistemi del civile, così come anticipato con la news del 31 agosto 2017: Aggiornamento Specifiche tecniche deposito atti e servizi di consultazione, si procederà alla interruzione degli stessi con le seguenti modalità temporali:
 
- per gli uffici del distretto della Corte d’Appello di Milano e del distretto della Corte d’Appello di Napoli, dalle ore 14:00 del giorno 15 settembre e sino, presumibilmente, alle ore 08:00 del giorno 18 settembre c.a.;
 
- per tutti gli altri uffici giudiziari compreso la Corte di Cassazione e i Giudici di Pace e il Portale dei Servizi Telematici dalle ore 14:00 del giorno 29 settembre e sino, presumibilmente, alle ore 08:00 del giorno 2 ottobre c.a.
 
Si precisa che, durante l’esecuzione delle attività di manutenzione, rimarranno attivi i servizi di posta elettronica certificata e sarà, quindi, possibile il deposito telematico da parte degli avvocati, dei professionisti e degli altri soggetti abilitati esterni anche se i messaggi relativi agli esiti dei controlli automatici potrebbero pervenire solo al riavvio definitivo dei singoli distretti.
Durante le summenzionate interruzioni programmate non sarà pertanto possibile consultare i fascicoli degli uffici dei distretti coinvolti dal fermo dei sistemi.
 
Si avvisa che, durante il periodo di sospensione dei sistemi, non sono disponibili i registri di cancelleria, procedere alle consultazioni e scaricare i fascicoli da parte di tutti gli utenti interni (magistrati e personale di cancelleria).
 
Si rammenta che l’attività di manutenzione del Portale dei Servizi Telematici renderà indisponibili tutti i servizi informatici del settore civile ed, in particolare:
 
    l’aggiornamento (anche da fuori ufficio) della consolle del magistrato;
    Il deposito telematico di atti e provvedimenti da parte dei magistrati;
    tutte le funzionalità del portale dei servizi telematici;
    tutte le funzioni di consultazione da parte dei soggetti abilitati esterni;
    i pagamenti telematici.
 
Non subiranno interruzioni le funzionalità di deposito telematico degli atti di parte.