Fonte: AgID - 28 aprile 2015

L'IPA ovverosia l'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) si presenta on line con una nuova veste che privilegia la semplicità di utilizzo per tutte le tipologie di utenti. Si ricorda che l'IPA è l'archivio ufficiale degli Enti pubblici e dei Gestori di pubblici servizi, realizzato e gestito dall'Agenzia per l'Italia digitale, contiene, inoltre, informazioni dettagliate sugli stessi Enti, sulle relative strutture organizzative.

"Se si vuole conoscere quindi la posta certificata di un ente pubblico o se si deve inviare una fattura, su IPA sono reperibili tutti i riferimenti organizzativi, telematici e toponomastici necessari. Sono gli Enti stessi ad aggiornare con cadenza semestrale il sito dell'IPA. Nell'ottica della trasparenza nella Pubblica Amministrazione tutti i dati possono essere consultati e fruiti tramite interfaccia web, in formato Open Data e, registrandosi al portale, anche tramite interfaccia applicativa che utilizza il protocollo LDAP.".

L'IPA è raggiungibile al seguente indirizzo: www.indicepa.gov.it

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Fonte: Il Sole 24 ORE - 27 aprile 2015

Un quadro non particolarmente roseo sulla diffusione della PEC tra i professionisti e le imprese.

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La sezione "Giurisprudenza" è stata aggiornata con l'inserimento dei seguenti provvedimenti:

Trib. Salerno, decr. 22 aprile 2015 (est. Jachia)
Fascicolo informatico – Completezza – Atti introduttivi – Deposito su supporto cartaceo – Copia di cortesia telematica – Termine per il deposito a mezzo P.C.T.

Trib. Torino, ord. 22 aprile 2015
Atto di citazione per chiamata di terzo – Notifica via PEC – Mancata costituzione del terzo – Prova della notifica – Ricevuta di avvenuta consegna "sintetica" – Insufficiente 

Trib. Roma, 20 aprile 2015 (est. Quartulli)
Atti di parte – Collegamenti ipertestuali – Elementi attivi (art. 12 Provvedimento 16.4.2014) – Inammissibilità

Trib. Milano, decr. 8 aprile 2015 (est. Buffone) 
Decreto ingiuntivo europeo – Deposito su supporto cartaceo – Ammissibile – Obbligo di deposito per via telematica – Esclusione

Trib. Torino, decr. 26 marzo 2015 e decr. 31 marzo 2015 
Ricorso per riassunzione – Atto di parte precedentemente costituita – Deposito su supporto cartaceo – Inammissibile – Deposito anche per via telematica – Rilevanza

Trib. Bergamo, decr. 25 marzo 2015 
Atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo – Deposito per via telematica – Inammissibile – Decreto D.G.S.I.A. ex art. 35 D.M. n. 44/2011 – Atti introduttivi – Mancata indicazione

Trib. Asti, ord. 23 marzo 2015 (est. Pozzetti)
Ricorso ex art. 669-terdecies c.p.c. – Atto introduttivo – Deposito con modalità cartacea – Ammissibile

App. Bologna, decr. 24 dicembre 2014
Reclamo ex art. 708, c. 4, c.p.c. – Atto introduttivo – Obbligo di deposito telematico – Esclusione – Obbligo di deposito cartaceo – Sussiste – Deposito per via telematica – Nullità – Sussiste – Sanatoria per raggiungimento dello scopo – Sussiste – Perfezionamento del deposito – Ricevuta di avvenuta consegna – Necessità

 

 

di Giosiana Radaelli
Avvocato in Milano e formatore PCT

 

La questione che si vuole affrontare in questa sede attiene al deposito telematico dell’atto di intervento nelle procedure esecutive mobiliari e immobiliari, riflettendo sulla natura obbligatoria ovvero facoltativa dello stesso, alla luce della disciplina introdotta dal secondo comma dell’art. 16-bis in raffronto al primo.

Per comprendere, e quindi correttamente interpretare la portata del secondo comma dell’art. 16-bis del D.L. 18 ottobre 2012 n.179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) occorre partire dalle modifiche legislative che hanno portato all’attuale formulazione nonché al suo rapporto con il primo comma.

Innanzitutto occorre precisare che l’art.16-bis, il quale disciplina “l’obbligatorietà del deposito telematico degli atti processuali” nasce con la Legge di Stabilità 2013, ossia la legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato), in quanto la formulazione originaria del D.L. 179/2012 non lo contemplava. 

Neppure nella legge di conversione L. 17 dicembre 2012, n. 221 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) vi era alcuna traccia. 

Pertanto è soltanto con l’art. 1, comma 19, della Legge di Stabilità che il legislatore introduce l’art. 16-bis, stabilendone l’inserimento dopo l’art. 16 di cui già al d.l. 179/2012.